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Comcast prima blocca e poi investe nel P2P

Tutt'ora al centro di un dibattimento legale per la presunta discriminazione operata sulle sue reti del traffico peer to peer Comcast, il secondo provider di connessioni statunitense, ha deciso ora di investire in una compagnia di P2P

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Nonostante Comcast sia ancora sotto indagine da parte delle autorità federali per le accuse di violazione della net neutrality a causa del rallentamento che opera sulle proprie reti dei dati provenienti da reti P2P, lo stesso ha investito in una compagnia che opera nel settore.

La questione che vede il secondo più grande provider di connettività degli Stati Uniti citato in giudizio è relativa al dovere che ogni fornitore di servizio ha di trattare tutto il traffico dati alla stessa maniera, senza operare distinzioni in base alla provenienza o alla finalità degli stessi. A sua discolpa Comcast afferma di aver dovuto bloccare o comunque sfavorire quel tipo di traffico per non rischiare di rallentare tutta la rete (e quindi offrire un servizio migliore a tutti).

E proprio il traffico della sua nuova acquisita GridNetworks allora dovrebbe rientrare tra quelli rallentati da Comcast. La compagnia infatti si occupa della distribuzione video ma attraverso protocolli peer to peer. Dunque forse proprio per tali motivi Comcast aveva già dichiarato che entro la fine dell’anno avrebbe smesso di operare distinzioni in base alla provenienza dei dati.

Secondo Tony Werner, CTO di Comcast, ora la compagnia starebbe lavorando duramente per migliorare l’efficienza delle tecnologie di file sharing, intendendo probabilmente che stanno cercando di trovare utilizzi legali e possibilmente monetizzabili di tali tecnologie, come appunto la distribuzione di video in rete.

Proprio a tal proposito il CEO di GridNetworks ha precisato che la loro tecnologia si differenzia da tutte le altre basate sul P2P perchè permette un controllo maggiore degli operatori sulla rete e inoltre non richiede lo scaricamento di alcuna componente video sul computer client.