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Il Web supera la radio nella pubblicità

Storico passaggio del Web nei confronti degli old media: nel 2008 gli investimenti pubblicitari in Rete supereranno quelli per la radio. A rivelarlo è UPA, che ha raccolto le prime stime sulla pubblicità in Italia per il 2008. Televisione ancora in testa

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Giungono dati positivi dal comparto della pubblicità online in Italia. A rivelarlo è la Utenti Pubblicità Associati (UPA), l’associazione che raccoglie le principali aziende industriali, commerciali e di servizi che investono in pubblicità nel nostro paese. Dopo numerosi anni di lenta ascesa, per la prima volta nel 2008 il volume di investimenti per la pubblicità online sarà superiore alla spesa per gli annunci pubblicitari in radio. Un risultato molto importante, che sottolinea come Internet si stia progressivamente sostituendo ai media tradizionali, creando nuovi ibridi al di là dello schermo.

Lo storico sorpasso è dovuto alla rapida crescita dell’adverting online, aumentato di circa il 29,8% rispetto a un anno fa e con ampi margini per una ulteriore crescita nei prossimi mesi. Secondo le prime stime, il Web avrebbe dunque assorbito 675 milioni di Euro per gli annunci pubblicitari contro i 520 milioni registrati nella precedente annata. In termini assoluti, comunque, la radio perde un primato, ma non certo quota, ottenendo un incoraggiante +4,2%, con un passaggio dai 598 milioni del 2007 ai previsti 623 milioni per fine anno.

In termini percentuali, il Web advertising è dunque destinato a superare sensibilmente la quota di investimenti per gli annunci pubblicitari del mezzo radiofonico. Stando alle stime fornite dalla UPA, a fine 2008 Internet avrà ormai raggiunto il 6,3% della "torta pubblicitaria" a fronte del 5,9% della radio. La leadership nel settore è mantenuta saldamente dalla televisione, che è riuscita ancora a crescere di circa l’1,6% portandosi così al 48,5% dell’intera raccolta pubblicitaria (oltre 5 miliardi di Euro), segue poi la carta stampata con il 30,7%.

Nonostante la forte sproporzione ancora presente tra old media e nuovi mezzi di comunicazione, la buona prestazione del Web dimostra come la Rete stia diventando un luogo sempre più appetibile anche per gli inserzionisti italiani. Una maggiore presenza pubblicitaria online si traduce anche in un aumento degli investimenti e, di conseguenza, delle risorse per i tanti editori che ormai affollano il villagio globale sul versante italiano. La strada da compiere è naturalmente ancora molta per recuperare terreno nei confronti degli old media, ma la direzione sembra essere ormai segnata.