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Tremate tremate, le BlogBabeliadi son (quasi) tornate!

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A distanza di circa quattro mesi dalla sua brusca chiusura, dopo la madre di tutte le querelle della blogosfera italiana, sta per ritornare BlogBabel. Mentre il portale, rivisto e migliorato, scalda i motori e si appresta al suo ultimo rodaggio in beta test, iniziano a circolare in Rete le prime indiscrezioni sul nuovo corso del portale nato per aggregare i contenuti prodotti dai blogger d’italica stirpe.

Con un post particolarmente esaustivo, Sw4n ha svelato i primi dettagli del nuovo BlogBabel, che nella lunga pausa di riflessione è stato rivoltato come un calzino accogliendo in parte i rilievi degli utenti più scettici e proseguendo per altri versi sulla via già tracciata nel corso della sua vita precedente. I blogger che lo desidereranno potranno finalmente definire in maniera esplicita il claim dei loro contenuti, evitandoci così (almeno teoricamente) le lamentele di coloro che tengono particolarmente ai loro post, tanto da non volerli vedere circolare al di fuori di un ristretto (!) entourage tipo il crawler di Google…

Alla notizia del ritorno di fiamma di BlogBabel una domanda si è posta inevitabile come il caldo estivo: ce n’era davvero bisogno? Nonostante l’assordante silenzio del portale, la blogosfera italiana è pacificamente andata avanti alla grande, inanellando meme, catene solidali, discussioni a profusione durante il periodo elettorale e riuscendo persino a “trovare la quadra” per andare a vedere dal vivo Al Gore senza prendersi a mouse in faccia. Non più di tanto, almeno.

Insomma, la blogosfera ha dimostrato di riuscire a tirare avanti in maniera egregia anche senza i consigli della cara vecchia zia BlogBabel, costretta al silenzio dai suoi amministratori. Perché mai tornare indietro e riaprire un potenziale vespaio? Il motivo è semplice: sul Web nulla è davvero indispensabile, ma anche il superfluo concorre a migliorare il funzionamento della Rete. Banalizzando molto, possiamo paragonare Internet a un enorme mosaico. Le tessere che lo costituiscono, ovvero i contenuti online, sono portatrici di senso anche quando alcune tesserine sono mancanti (anche con alcune tessere in meno riusciamo ugualmente a riconoscere i personaggi raffigurati nei mosaici di Sant’Apollinare in Classe), ma è indubbio che un mosaico completo può offrire maggiori suggestioni e punti di vista.

Se un aggregatore di contenuti funziona bene riesce a fare proprio questo: colmare gli spazi vuoti con le tesserine mancanti creando un disegno completo e quindi non solo migliore, ma anche più utile.

La nuova grande sfida per BlogBabel non sarà tanto legata al fatto di tenere a bada i blogger inviperiti per la loro posizione in classifica, ma sarà quella di dimostrare alla blogosfera italiana, vissuta benissimo anche durante il suo periodo di cattività, che con i suoi tasselli si possono migliorare notevolmente le discussioni (conversazioni per i filoanglofoni) online. Per fare ciò, BlogBabel dovrà cercare di scrollarsi di dosso la sua ultima storia recente, densa di incomprensioni, errori nella comunicazione e pervasa da un infantilismo parossistico che in taluni passaggi non le ha fatto particolarmente onore.

Le potenzialità per fare bene ci sono tutte, le variabili per rifinire presto in un ginepraio di bit, litigi e querelle anche. In bocca al Ludo.

Ps. Memori di quanto accaduto, iniziare subito a far circolare gli screenshot della nuova classifica non pare un’idea partorita con molto acume. Nella pausa forzata di BlogBabel siamo solo passati dall’asilo alla prima elementare? A meno che non ci sia della malizia…