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Sia trasparente il prezzo dei sistemi operativi OEM

Un tribunale di Parigi ha imposto l'indicazione separata del prezzo dei personal computer dal costo per la licenza del sistema operativo preinstallato. La decisione potrebbe costituire un importante precedente per le associazioni dei consumatori francesi

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L’acquisto di un computer dotato di sistema operativo proprietario comporta, generalmente, l’acquisto di una licenza il cui prezzo è compreso nella cifra proposta dal produttore del dispositivo all’acquirente. La maggior parte dei computer oggi in commercio viene venduta con i sistemi operativi Windows grazie agli accordi commerciali stipulati tra gli OEM e Microsoft. Salvo rare eccezioni, il prezzo aggiuntivo per l’OS proprietario non viene solitamente comunicato agli acquirenti poiché né i produttori di computer, né tanto meno Microsoft, hanno l’interesse di comunicare l’entità dei loro accordi commerciali per la vendita in bundle di PC e sistema operativo.

La questione è stata spesso dibattuta in numerosi paesi compresa l’Italia, ove alcuni mesi fa un giudice di pace sancì il diritto per gli acquirenti di ottenere un rimborso per il costo del software proprietario preinstallato non richiesto e utilizzato. In Francia, invece, l’impegno di UFC-Que Choisir, una combattiva associazione per i diritti dei consumatori, ha portato a una recente sentenza che potrebbe modificare sensibilmente il rapporto tra OEM e acquirenti. Un tribunale parigino ha infatti sancito che una catena di centri commerciali per l’elettronica esponga chiaramente, e in maniera distinta, il prezzo dei computer e il prezzo del sistema operativo proprietario venduto in bundle con il dispositivo.

Una conquista importante per UFC-Que Choisir, che non si è però dimostrata particolarmente soddisfatta. L’associazione francese dei consumatori aveva, infatti, richiesto al tribunale parigino di imporre la vendita di computer senza un sistema operativo preinstallato. Pur imponendo la separazione dei prezzi, il magistrato che si è occupato del caso non ha accolto la seconda richiesta dell’associazione, legalmente non sostenibile valutato l’attuale apparato di norme vigenti in Francia. UFC-Que Choisir sembra essere comunque determinata ad andare fino in fondo alla questione, presentando un ricorso in appello per vedere accettata anche la sua seconda richiesta.

La sentenza emessa dal tribunale di Parigi fa riferimento a una causa intentata dall’associazione dei consumatori nel corso del 2006 contro Darty, catena appartenente al colosso della grande distribuzione Auchan, e il produttore di computer Hewlett-Packard. Da ora in poi, il distributore sarà tenuto a comunicare alla clientela la composizione esatta del prezzo, distinguendo la cifra per l’hardware da quella per l’acquisto del sistema operativo proprietario, Microsoft Windows nella maggior parte dei casi. Le autorità per il controllo del mercato avranno il compito di vigilare sull’effettiva applicazione delle regole imposte dal magistrato da parte di Darty.

Secondo numerose associazioni a tutela dell’open source, la decisione del tribunale di Parigi aiuterà gli acquirenti a comprendere che le copie di Windows preinstallate sui personal computer in vendita non sono gratuite, ma comprese nel prezzo per l’acquisto del PC. Nonostante tale caratteristica sia nota da tempo agli utenti più esperti, ancora in molti pensano che gli OS con licenza già installati sui dispositivi siano offerti gratuitamente a corredo del computer che stanno per acquistare.

La decisione del magistrato potrebbe ora costituire un importante precedente, utile per l’associazione UFC-Que Choisir, impegnata da tempo in una battaglia per rendere maggiormente trasparente dinamiche e prezzi della filiera che porta un personal computer da un produttore alle case degli acquirenti.