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Il futuro delle tlc italiane? Pochi fatti, molte promesse

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L’Italia si deve dotare di una nuova rete per far fronte alla veloce evoluzione della banda larga. La fibra ottica dovrà essere il fulcro di questa nuova infrastruttura che dovrà raggiungere capillarmente non solo le medie e grandi città, ma anche le abitazioni degli utenti.

Questo permetterà di offrire soluzioni di connettività a banda larghissima e quindi erogare IpTv, VoIP e Internet senza problemi di saturazione o di doppini malridotti.

Ma in Italia questo processo di ristrutturazione tarda. Tarda talmente troppo che rischiamo di rimanere indietro in un settore dove gli altri Paesi stanno già lavorando da tempo.

Nel nostro Paese ci troviamo di fronte a due situazione ben distinte.

La prima è il rapporto Telecom-Agcom-Provider. Telecom vede molte bene questo progetto e anzi ha più volte spinto per iniziare subito a lavorarci, però non vuole che la rete sia aperta a tutti a fronte di un regolamento imposto dall’AGCOM.

Sostanzialmente Telecom vuole stabilire modalità e prezzi per l’accesso a questa rete da parte degli altri provider. Ovviamente questo non va bene agli altri perché di fatto sarebbe una situazione di puro monopolio e la nuova rete sarebbe praticamente solo di Telecom.

AGCOM medierà ma conoscendo i precedenti sarà un problema di difficile risoluzione.

Dall’altra parte invece abbiamo il governo che con l’ultima finanziaria ha concesso un po’ di fondi per la banda larga ma che non vanno tutte nella direzione giusta.

Sono stati inseriti sgravi e agevolazioni per chi vuole posare fibra fino alle abitazioni, addirittura quasi a costo zero nelle aree digital divise. La fibra verrà intesa come opera primaria e quindi posta nelle opere di urbanizzazione assieme a luce e gas.

Però se lo Stato dice “Ok”, il comune può dire “no”… Non c’è imposizione e quindi non è detto che la fibra possa essere installata.

Sono inoltre stati stanziati 800 milioni di euro per la rete, ma non per la rete di seconda generazione. Sono fondi destinati infatti alla lotta al digital divide.

Le prospettive non sono buone, eppure questo progetto dovrà essere portato avanti in qualche modo, pena rimanere indietro rispetto agli altri, con conseguenze nefaste.