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Wikipedia accoglie le gerarchie

Al Wikimania 2008 di Alessandria d'Egitto sono state discusse molte novità le più interessanti delle quali sono un sistema di gerarchie per combattere il vandalismo e l'incremento di popolarità di Wikipedia arabo, al momento molto esiguo

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Si è appena chiuso ad Alessandria d’Egitto il Wikimania 2008, convention annuale di tutti i fan e collaboratori più assidui di Wikipedia. Tra i molti temi affrontati, due in particolare potrebbero cambiare qualcosa all’interno del più grande e importante esperimento di crowdsourcing.

Si tratta innanzitutto del sistema “flagged revision”, in via di sperimentazione nella versione in lingua tedesca dell’enciclopedia. Wikipedia Germania infatti è una delle più vessate dai problemi di vandalismo, ovvero quegli utenti che inseriscono e modificano le voci dell’enciclopedia con falsità e insulti, e per ovviare a simili problemi si è arrivati ad un sistema di “approvazione dei contenuti” per il quale ogni modifica per essere pubblicata deve prima avere il visto degli utenti denominati checker.

Il fatto è in palese contraddizione con lo spirito originario di Wikipedia, che da sempre si fa portatrice della libera introduzione di voci nuove e dell’interazione creativa degli utenti come dei pari grado. Così facendo si inserisce invece nel sistema una gerarchia secondo cui ci sono utenti più affidabili che fanno da checker e abilitano alla visione i contenuti inseriti dagli altri. Certo poi i cambiamenti anche se non approvati rimangono visibili dagli altri membri registrati che li possono discutere e magari riapprovare in seguito: non si tratta di un simil-oligarchia gestionale, insomma, ma il cambiamento è lo stesso forte.

In Germania i checker sono circa 3.000, ovvero tutti coloro che abbiano realizzato più di 300 articoli e siano disposti ad operare, ma saranno presto di più per far sì che il tempo intercorrente tra una modifica e la sua approvazione sia quanto più breve possibile.

L’altro grande tema dibattuto è l’espansione di una Wikipedia in arabo. Molte polemiche infatti ci sono state sull’esiguità delle voci nella divisione in questione (64.000 voci contro i 2,5 milioni di quella inglese) e il fatto che l’evento stesso si sia svolto ad Alessandria d’Egitto testimonia la volontà di andare incontro al mondo mediorientale. Ismail Serageldin, direttore della biblioteca, ha però subito sgombrato il campo da ogni dubbio precisando: “Non c’è nessuno complotto. È responsabilità dei collaboratori arabi arricchire la nostra versione con maggiori contenuti”.