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Microsoft e gli “Eventi virtuali”

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Chi è iscritto alle newsletter della Microsoft avrà ricevuto giorni fa una comunicazione dal leader di ITPro Carlo Mezzanotte, che ci rende noto il progetto della Microsoft dal nome “Eventi virtuali“.

sperimenteremo nuove forme di comunicazione e proveremo a trasformare alcuni eventi da fisici a virtuali. L’obiettivo è di raggiungere un maggior numero di persone e di permettere anche a chi non vive o lavora vicino alle sedi degli eventi di partecipare nei modi e nei tempi che più si adattano ai propri impegni.

In pratica Microsoft prevede di condividere via Web col pubblico interessato alcuni eventi, quali la presentazione di nuovi prodotti, o approfondimenti “interattivi” con gli speaker.

La metodologia e i formati che verranno scelti sembra che non siano ancora chiari neanche al leader del progetto, mentre è già stata ipotizzata una durata indicativa di 30-60 minuti per le sessioni registrate e di 60-90 minuti per le sessioni interattive.

Il Carlo Mezzanotte chiede feedback sull’idea e su quali possano essere gli orari migliori per le sessioni interattive, se di mattina, di primo o tardo pomeriggio, oppure di sera.

Ora, l’idea è buona e anzi ci stupiamo che arrivi soltanto ora, data l’infinita varietà di metodi promozionali della Microsoft che puntano a un coinvolgimento di utenti di tutti i tipi (come i siti “Apprendere in rete” o “Il diario di Miss IT“).

Quello che mi lascia perplessa, però, è vedere come Microsft sia (o voglia apparire) impreparata davanti a simili iniziative, quasi scontate per un colosso come quello di Redmond.

Davvero casa Microsoft non sa come condurre la condivisione di video online? Non sa quali formati utilizzare o quali possano essere gli orari migliori per la famiglia o il professionista medio italiano?

So bene che i test di usabilità e la programmazione centrata sull’utente prevedono il coinvolgimento del pubblico in tutte le sue fasi. Sicuramente condivido, approvo e appoggio questo approccio. Sono addirittura convinta, anzi, che richiedere un feedback sia il modo migliore per condurre correttamente una qualsiasi campagna.

Che la Microsoft non abbia idea di come fare, però, mi sembra poco credibile e fingersi così ingenui sminuisce parecchio, a mio parere, la professionalità del suo staff.

La Microsoft forse prenderà i vari feedback, prevedendo già le tendenze, più che altro per far credere alla gente di aver dato un contributo fondamentale anche quando così fondamentale non è. Voi cosa ne pensate?