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Dallo spam alla tragedia

Da Spam King a suicida. Da latitante a defunto. Da padre di famiglia a omicida plurimo. Finisce nel sangue la vita di Eddie Davidson, lo spammer a cui erano stati inflitti 21 mesi di reclusione e che invece è evaso ed ha trucidato la propria famiglia

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Spam King non c’è più. Prima la fuga dal carcere aveva imposto la sua vicenda alle cronache per la curiosa situazione di spammer latitante; ora il tutto si tinge di nero e la vicenda finisce nel sangue di una tragedia familiare dai contorni ancora foschi.

Edward Davidson, 35 anni, era stato a suo tempo incriminato per aver inviato “tonnellate” di spam sulla rete: la sentenza fu di 21 mesi di detenzione in un carcere a bassa sicurezza (evidentemente la sua pericolosità sociale non era ritenuta degna di una sistemazione diversa). Dopo soli due mesi, però, la fuga: la visita della moglie, la 29enne Amy Lee Ann Hill, è stata l’occasione per organizzare e mettere in pratica l’evasione, dopo la quale non si sono più avute notizie della coppia. A Davidson era peraltro stata prescritta in carcere una terapia per superare i suoi problemi da ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), il che evidenzia (con il senno del poi) uno sfondo psichico ai profondi tormenti del giovane.

La vicenda ha trovato ora il peggiore degli epiloghi nei pressi di Denver. Edward Davidson è infatti stato trovato privo di vita vicino ad una abitazione precedentemente occupata. Giaceva assieme alla moglie al di fuori dell’auto che aveva accompagnato l’evasione e per entrambi la causa della morte è in una ferita da arma da fuoco. L’omicidio-suicidio si tinge però di un risvolto ancor più truce (sebbene su molti aspetti della vicenda le fonti statunitensi risultino parecchio in contraddizione): anche la figlia dei due, di appena 3 anni, sarebbe stata uccisa sull’auto dell’uomo. Illeso, invece un ulteriore bambino di pochi mesi anch’esso ritrovato sul SUV della tragedia.

Spam King avrebbe guadagnato nel tempo circa 3.5 milioni di dollari dalla sua attività organizzata di spamming sul web, denaro interamente investito in gioielli ed altri beni di lusso in cui rifugiare il bottino accumulato prima dell’arresto. Bob Cambron, testimone dell’omicidio, avrebbe udito gli spari, le urla, poi il silenzio. La chiamata al 911 ha richiamato i soccorsi: di qui la macabra scoperta del tragico epilogo della famiglia Davidson.