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Giro di vite sulla pirateria in UK per lettera

Il governo britannico ha ottenuto dai principali ISP una maggiore collaborazione per contrastare la condivisione di file protetti da copyright sulle reti p2p. I provider invieranno lettere di avvertimento ai loro clienti e potranno limitarne la banda

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Fino a poco tempo fa, la maggior parte degli ISP si era dichiarata contraria alla possibilità di dover inviare lettere di avvertimento ai clienti, ma le ipotesi di leggi ad hoc maggiormente severe da parte del governo britannico sarebbero state sufficienti per far cambiare registro ai fornitori di connettività. Oltre all’invio delle lettere, gli ISP si sono anche formalmente impegnati per attuare nuove politiche e strategie tese a ridurre sensibilmente la condivisione di materiale protetto da copyright sulle reti peer-to-peer. Di concerto con l’Ofcom (Office of Communications), gli ISP elaboreranno un vero e proprio piano di azione e un regolamento per mantenere le medesime politiche nei confronti dei loro clienti colti a scambiare materiale coperto da diritto d’autore.

Ancora da definire i possibili provvedimenti da prendere nei confronti di chi condivide materiale coperto da copyright. Dopo tre avvertimenti ricevuti via lettera, per esempio, gli utenti potrebbero subire pesanti limitazioni per quanto concerne il loro accesso alla Rete, così da limitarne l’attività online. Produttori di contenuti e ISP avranno inoltre il compito di educare maggiormente la loro utenza sul diritto d’autore e sulla condivisione dei file sulle reti p2p. Il governo britannico ha infine invitato le major discografiche e gli operatori del settore dell’intrattenimento ad ampliare l’attuale scelta commerciale online, rendendo la vendita di musica e film maggiormente concorrenziale e vantaggiosa per gli utenti.

L’accordo raggiunto tra BPI, ISP e istituzioni governative ha neutralizzato una recente proposta di legge, che prevedeva il pagamento di una vera e propria tassa annuale da comminare agli internauti britannici. Le 30 sterline pagate annualmente sarebbero state utilizzate per ripagare artisti e autori, consentendo dunque agli utenti di scaricare in maniera legale (in virtù del forfettario) file musicali e film.