Le spie di MPAA studiano la “Baia”

Non è una novità che la “Baia dei Pirati” sia stata nuovamente presa d’assalto da MPAA, che, dopo aver eliminato definitivamente TorrentSpy, pare voglia far capitolare The Pirate Bay per l’appunto.È risaputo che le Major, pur di raggiungere tale obiettivo, siano disposte a sborsare fior di quattrini per assoldare esperti informatici in grado di spiare

Non è una novità che la “Baia dei Pirati” sia stata nuovamente presa d’assalto da MPAA, che, dopo aver eliminato definitivamente TorrentSpy, pare voglia far capitolare The Pirate Bay per l’appunto.

È risaputo che le Major, pur di raggiungere tale obiettivo, siano disposte a sborsare fior di quattrini per assoldare esperti informatici in grado di spiare e rubare informazioni riservate da portare in Tribunale a comprova delle probabili continue violazioni in termini di diritto d’autore commesse dai siti torrent.

Uno di questi fortunati tecnici informatici è Robert Anderson, che ha intascato ben 15 mila dollari per intrufolarsi nelle comunicazioni telematiche di TorrentSpy e consegnare i risultati alle Major.

Pare che lo stesso Anderson abbia fornito a MPAA anche le identità di sharer svedesi che starebbero dietro il colosso The Pirate Bay. Dinnanzi a tale situazione, i responsabili della Baia non nascondono il loro credo libero sulla totale e illimitata circolazione di materiale protetto da copyright in Rete, non a caso, a comprova di ciò, hanno ribattezzato la Baia in “The Pirate Bat” e sostituito il tradizionale logo con uno più appropriato al “leak” di “The Dark Knight”, il film apocalittico-esistenzialista sull’eroe alato che di fumettistico ha oramai solo il ricordo, ma che attira orde di pirati.

Ti potrebbe interessare