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Wikipediana

Intervista a Frieda Brioschi, appena eletta alla presidenza di Wikimedia Italia. Sarà lei a guidare i prossimi passi dell'edizione italiana dell'enciclopedia online ed è lei a descriverci oggi il rapporto tra l'Italia ed i wikipediani

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“Gratuita, ma inaffidabile”: smontiamo questo mito
«Devo proprio? Non posso lasciare pigramente parlare i dati dell’audience? Va beh, mi impegno. Lo studio più celebre su Wikipedia è sicuramente quello pubblicato da Nature a dicembre del 2005. Dall’analisi di 100 voci di argomento scientifico tratte da en.wiki e dall’enciclopedia Britannica è risultato che in media ogni voce della Britannica aveva 3 errori, Wikipedia 4. All’epoca dello studio la Britannica aveva alle spalle 234 anni di vita, Wikipedia 4. Per tornare ai giorni nostri, Altroconsumo ha pubblicato a settembre una ricerca simile (92 voci di argomento vario, tratte da it.wiki) bocciando solo il 26% delle voci (8% pessimo, il 18% mediocre)»

I media si occupano in modo ambivalente di Wikipedia. Ne riconoscono il valore simbolico, ma spesso la sminuiscono; ne riconoscono l’emblema, ma lo sfruttano spesso evitando le giuste citazioni. Qual’è il vostro rapporto con i media e come vorreste che i media interagissero con Wikipedia?
«La cosa che fa più alterare i wikipediani è non vedere citato il loro sforzo. Spessissimo i quotidiani copiano schede o pezzi di articoli direttamente da Wikipedia e non c’è verso di convincerli ad indicare la fonte e la licenza, benché sia dovuto. Certo, quando il progetto era giovane e poco conosciuto i media hanno fatto la loro parte per presentarlo al pubblico (ricordo un intero anno in cui tutti i giornalisti che ne hanno parlato l’hanno lanciato come l’assoluta novità!), ma credo che un rapporto bilanciato sarebbe più proficuo per tutti»

Come vedi il futuro di Wikipedia? Cosa sarà Wikipedia tra 5, 10 anni?
«Dire roseo ed ingombrante mi sembra riduttivo, ma è anche la risposta più onesta che posso dare. I teorici del wiki si chiedono da sempre se il circolo virtuoso (più voci = più visibilità = più utenti = più voci) sia eternamente sostenibile o se raggiunto un certo punto involva e porti all’abbandono e all’abbruttimento del progetto, che rischierebbe il collasso per incuria. I dati di crescita in aumento mi fanno per ora dormire sonni tranquilli su questo fronte! Credo che gli anni futuri portino con sé diverse sfide: la conquista di un continente, l’Africa, e la crescita delle edizioni nelle sue
lingue, lo svecchiamento “tecnologico” che porti ad interfacce più appealing e poi chissà.. mi piace pensare che questo progetto non smetterà mai di stupirmi»

Come giudichi l’operato odierno di Jimmy Wales, la mente dietro l’idea di Wikipedia, oggi impegnato anche in iniziative differenti quali ad esempio Wikia?
«Wikipedia è figlia di una sua idea e dei soldi che lui ha investito nel progetto finché questo non si è reso autosufficiente; Wikia è il suo lavoro, la sua compagnia for profit con cui sperimenta nuovi modelli di business e nuove idee (come Search Wikia, ad esempio). Credo che abbia fatto un ottimo lavoro inventando Wikipedia e che sia
stato fortunato per il riscontro che ha avuto. Per quel che concerne Wikia non ne so a sufficienza per giudicare, ma immagino che se lo invitano come speaker al World Business Forum qualche motivo ci sia!»

Cosa ne pensi di Knol, l’iniziativa “anti-wikipedia” di Google?
«Auguro a Knol un grande successo, come lo auguro a tutti i progetti che si fanno promotori del sapere libero. Al momento tuttavia faccio fatica a considerarlo una iniziativa “anti-wikipedia” per impianto del progetto (“each knol is owned by you, the author” si legge sul sito) e, perché no?, per il successo raccolto
»

L’intervista termina a questo punto. Ma c’è ancora da parlare del futuro, dei nuovi progetti, delle nuove idee in cantiere. Per cui, nella migliore delle suggestioni “Wiki”, si consideri questa intervista ancora aperta. Perchè Frieda, e Wikipedia, hanno ancora molto da dire.