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I rivenditori contro i venditori online

Tre leggi potrebbero, se approvate, rendere decisamente più complesso, difficile e oneroso il commercio online. A proporle è la Federazione Nazionale dei Rivenditori con l'obiettivo ufficiale di combattere la vendita di beni rubati

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Con l’aumentare di importanza e guadagni del commercio online sembra che la Federazione Nazionale dei Riveditori stia correndo ai ripari per evitare che le inevitabili perdite diventino troppo onerose da sostenere.

È stata infatti presentata una proposta per tre nuove leggi finalizzate a combattere la piaga della criminalità e della ricettazione di beni rubati in rete che però mascherano una serie di pesanti provvedimenti a carico di qualsiasi venditore online. Se le tre leggi in questione dovessero essere approvate, infatti, vendere in rete negli Stati Uniti potrebbe diventare decisamente più oneroso.

Le parole allarmistiche di Joseph LaRocca, vice presidente della federazione rivenditori, dovrebbero già insospettire: «I ladri raccontano sempre la solita storia: cominciano vendendo legittimamente su eBay e poi rimangono avvinti dalle facili possibilità di guadagno, dall’anonimità e dalla facile esposizione a milioni di possibili clienti. Ma quando finiscono la merce cominciano a rubarla per continuare a vendere online, molti lo fanno anche per la prima volta. La spirale diventa ben presto incontrollabile e prima che se ne accorgano molti finiscono per lasciare il proprio lavoro, reclutare complici e oltrepassare i confini per rubare».

Nello specifico leggi proposte sono indirizzate ai così detti “high volume sellers”, cioè coloro che realizzano profitti per più 12.000 dollari l’anno, quindi tutti quelli che lo fanno seriamente. A loro è dato il compito dalla proposta 6713 di raccogliere informazioni dettagliate su ogni singolo rifornitore, dimostrare il regolare acquisto e tenere i dati per 3 anni. La proposta 6491 specifica poi il modo in cui tali azioni vanno compiute, in tempi brevi e con esaustività. Infine la proposta 3434 impone ai rivenditori di segnalare anche solo eventuali dubbi alle autorità, facendo attenzione ad escludere esplicitamente da ogni obbligo i rivenditori fisici.

Dunque un nuovo carico di responsabilità e di lavoro verrebbe dato ai soli rivenditori in rete, i quali sarebbero responsabili della moderazione e del controllo sulle merci e potrebbero addirittura ordinare indagini su privati cittadini basandosi unicamente sul sospetto. Un onere decisamente elevato e sproporzionato che colpirebbe ancor più duramente chi vende attraverso le aste online.