QR code per la pagina originale

Video in streaming a rischio pirateria

Un problema nel modo in cui Flash gestisce lo streaming consente ad alcuni software distribuiti legalmente la possibilità di registrare il contenuto dei video anche se non vengono visualizzati interamente. Tra i più colpiti ci sarebbe Amazon VOD

,

Una falla nel sistema utilizzato da Flash per proporre gli streaming video online potrebbe creare non poco scompiglio nel settore. Un software regolarmente sul mercato, infatti, sarebbe in grado di sfruttare tale vulnerabilità vanificando la bontà dei servizi legittimi fioriti su tale tecnologia e prosperanti sulla grande crescita dell’intrattenimento digitale.

Il problema è nel fatto che la tecnologia di Adobe non protegge i video trasmessi in streaming e dunque alcuni programmi possono registrare il flusso audio e video mentre viene visualizzato dal browser, ma ancora di più possono registrarlo anche se non viene visualizzato. I server Flash, infatti, per guadagnare velocità inviano solo segnali come “stop” e “play” al video che per il resto rimane non criptato e disponibile nella sua interezza. Uno dei servizi più colpiti è Video On Demand di Amazon.com che consente di vedere gratuitamente due minuti del film che si vuole acquistare dopo i quali chiede di compiere la procedura di pagamento. Tuttavia la tecnologia Adobe non carica solo i due minuti da visualizzare ma tutto il video mettendolo poi in pausa dopo i fatidici due minuti. Software come Replay Media Catcher (solo 39 dollari di costo) permettono legalmente di registrare quel che si vede e nel caso di Amazon anche ciò che è caricato ma che non si è ancora visto.

Le società che si occupano di sicurezza non hanno esitato a definirla «una falla estremamente stupida», mentre i concorrenti che forniscono protezioni e DRM anche per il video trasmesso in streaming si sono subito offerti di porre rimedio.

La software house di Flash ovviamente ha subito rilasciato dichiarazioni volte a rassicurare i propri clienti e in molti casi li ha chiamati individualmente per mettere a punto sistemi di protezione. Amazon nega quanto sta accadendo, eppure agenzie come la Reuters sostengono di aver verificato sperimentalmente l’effettiva possibilità di pirataggio.

Si respira un certo timore, ovvero che i grandi studios si disamorino di un sistema che, pur con tutti i suoi rischi, sta cominciando a far registrare una crescita considerevole. A trasmettere in streaming infatti non è certo solo Amazon, ma anche siti come Hulu che non chiedono soldi ma solo la visualizzazione di pubblicità, la quale è contenuta in file a parte e dunque non viene registrata quando l’utente rapisce dal server il video intero.