Netflix: più film e Mac-compatibile

Si è finalmente adeguato all’altra metà del cielo informatico anche il servizio di vendita, noleggio e visione in streaming di cinema online che più sembra destinato a crescere. In più un accordo con Starz Play promette di aumentare il catalogo

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Il mercato degli utenti Apple è sempre poco attraente per chi vuole vendere contenuti audio e video digitali in rete, un po’ per il fatto che si tratta comunque di una minoranza e un po’ per il fatto che è esplicitamente terra di conquista di iTunes (che ad ogni modo è il rivale da battere anche sulle altre piattaforme).

Spesso, quindi, molti servizi partono tralasciando colpevolmente di prevedere anche la funzionalità per sistemi Mac. Così fece ad esempio Netflix: il servizio di acquisto, noleggio e visione in streaming di film e show televisivi tra i più in crescita negli Stati Uniti, ora cambia orizzonte e promette che porrà rimedio alla mancanza entro Natale abilitando la funzione Watch it! (che sarebbe in sostanza la visione in streaming) anche per i computer della Mela.

Non solo. Un altro problema di Netflix lamentato da molti (in Italia non è ancora possibile usarlo, quindi occorre basarsi su giudizi altrui) è il fatto che il catalogo dei film visionabili in diretta sul pc (o sul televisore se si acquista per 100 dollari il set top box Roku) è infinitamente inferiore rispetto a quello di quelli acquistabili.

Ma in un’ondata di rinnovamento Netflix vuole porre soluzione anche al problema del catalogo in streaming e siccome ha difficoltà a trovare accordi con gli studios si è rivolto a chi tali accordi già li ha trovati: Starz Play gestirà lo streaming su Netflix portando in dote i suoi 2.500 film (tutti di primo piano) che faranno arrivare il conto totale a 13.500.

Non è stato possibile sapere dall’azienda quali siano i termini dell’accordo con Starz Play, se ci sia un pagamento a forfait o accordi di divisione degli incassi, ma di sicuro da Netflix verranno promossi servizi e programmi esclusivi di Starz, la quale ha più volte dichiarato di non credere nella cannibalizzazione dei contenuti, ma bensì nella complementarietà della rete rispetto alla televisione (dove opera parallelamente).

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