QR code per la pagina originale

Da Smell-O-Vision a Odorama, prime esperienze “Cine-olfattive”

,

Se oggi, grazie ad effetti speciali e moderne tecnologie, risulta piuttosto semplice garantire allo spettatore l’immersione completa nell’esperienza filmica, è vero comunque che vi furono tempi in cui il Cinema faticava parecchio nel restituire una narrazione realistica e convincente.

In tal senso, un tentativo iniziale, atto a risvegliare la partecipazione del pubblico, fu mosso verso la fine degli anni ’50 con le prime esperienze di “cinema-olfattivo”.

Fu, infatti, nel ’59 che fecero la propria comparsa esperimenti quali “Scent of Mystery” (Mike Todd jr.) e “Behind the Great Wall” (Walter Reade), due film sperimentali, volti a recuperare il senso dell’olfatto per sfruttarlo in ambito cinematografico.

Il primo, utilizzava un sistema innovativo ideato dalla General Electric e denominato Smell-O-Vision: servendosi di dispositivi installati nelle poltrone, si trattava di un impianto di diffusione degli odori, rilasciati tramite speciali ventagli, in momenti prestabiliti nel corso della proiezione.

Il più semplice ARoma Rama, utilizzato in “Behind the Great Wall”, prevedeva la vaporizzazione degli odori attraverso bocchettoni, appositamente installati nel soffitto della sala.

Entrambi i sistemi non riscossero, però, grande successo. Oltre agli esorbitanti costi degli impianti e del riadattamento della sala, si aggiunse un ulteriore limite, difficile da superare: gli odori, infatti, tendevano a permanere nell’aria anche a scena conclusa, se non, addirittura, a sovrapporsi fra loro.

Il sistema Odorama, ideato dalla Products & Service di Milano, risolse gran parte di questi inconvenienti.

Adottato per la prima volta nel film Polyester di John Waters del 1981, consisteva in un semplice cartoncino, direttamente consegnato all’ingresso, sul quale erano “stampati” una serie di odori.

Durante la visione del film, in concomitanza di alcune scene particolari, appariva sullo schermo un numero, corrispondente al punto del cartoncino che lo spettatore avrebbe dovuto “grattare” e annusare.

Insomma, nulla di tecnologicamente avanzato. Ma Odorama fu, almeno in parte, rivoluzionario e influenzò anche i più moderni sistemi olfattivi, che sfruttano la trasportabilità degli odori/profumi per un nuovo tipo di marketing.