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Windows 7 si chiamerà Windows 7: perché?

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In seguito all’annuncio che Mike Nash ha compiuto sul blog ufficiale di Windows Vista, secondo il quale il nuovo sistema operativo con il nome in codice “Windows 7” si chiamerà ufficialmente Windows 7 (come hanno ripreso anche i colleghi di PMI.it), è stato sollevato qualche problema di successione temporale rilevato da AeroXperience. Lo so, è uno di quei problemi esegetici che poco cambiano nella sostanza delle cose, ma in effetti il metodo di assegnazione di questo nome è quanto meno oscuro.

Secondo questa attenta analisi effettuata da Bryant Zadegan in effetti l’unico modo in cui si può arrivare a considerare valida la frase di Mike Nash (“Semplicemente questa è la settima release di Windows e quindi solo Windows 7 ha un senso”), è quello di considerare solo le versioni basate su tecnologia NT di Windows, a partire da Windows 3.1.

Questa dovrebbe essere la successione:

  1. Windows 3.1;
  2. Windows 3.11 o 3.5;
  3. Windows NT4;
  4. Windows 2000;
  5. Windows XP;
  6. Windows Vista;
  7. Windows 7.

Non sarebbero prese in considerazione quindi le prime due release di Windows. Qualsiasi altra sequenza temporale porterebbe Windows 7 a trovarsi all’ottavo o nono posto, sia considerando tutte le versioni che solo quelle strettamente destinate all’home computing.

Come detto non è sicuramente un elemento fondante per un sistema operativo, ma è una curiosità piuttosto strana da rilevare laddove nella decisione si sia scelto di abbandonare sia la denominazione in base alla data di uscita, come nel caso di Windows 95, 98 e 2000, sia quella definita di “aspiration”, come nel caso di XP e Vista.

Vedremo se, insieme alla versione pre-beta di imminente presentazione al PDC 2008 e al WinHEC 2008, sarà fornita qualche delucidazione in più su questa scelta.