La potenza delle schede video per “craccare” le password WiFi

La potenza delle attuali GPU nell’elaborazione grafica parallela viene sfruttata sia nel campo videoludico, sia in campi scientifici e medici. Per tale ragione le ultime soluzioni video vengono indicate con il nome di GPGPU (General Purpose Graphics Processing Unit).nVidia ha quindi introdotto il linguaggio CUDA, con il quale sviluppare programmi compatibili con le serie 8,

La potenza delle attuali GPU nell’elaborazione grafica parallela viene sfruttata sia nel campo videoludico, sia in campi scientifici e medici. Per tale ragione le ultime soluzioni video vengono indicate con il nome di GPGPU (General Purpose Graphics Processing Unit).

nVidia ha quindi introdotto il linguaggio CUDA, con il quale sviluppare programmi compatibili con le serie 8, 9 e GTX 200 delle sue schede video.

Alcuni hacker russi, però, hanno utilizzano tutta questa potenza elaborativa per compiere un’azione “non convenzionale”: trovare le password di una rete WiFi protetta con chiavi WPA e WPA2.

L’algoritmo di cifratura su cui si basa il WEP si è rivelato in breve tempo poco sicuro: un qualsiasi processore attuale riesce a trovare la chiave in pochi minuti. Vennero quindi introdotti, in successione, altri due protocolli di sicurezza: WPA e WPA2 che fanno parte dello standard IEEE 802.11i, considerati (almeno fino ad oggi) più robusti del WEP.

Utilizzando una scheda video nVidia, un software compatibile CUDA e un attacco “brute force“, gli hacker sono riusciti a violare le chiavi di codifica WPA e WPA2, con una diminuzione dei tempi di ricerca di circa 10000 volte rispetto ai processori tradizionali.

Certamente le tecniche adottate non sono alla portata di tutti, ma le aziende che fanno uso di reti wireless dovrebbero iniziare a preoccuparsi. Infatti, molte VPN (Virtual Private Network) usano la codifica AES, che è la stessa usata dalla WPA2.

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