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Google aiuta a risolvere gli errori 404

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Qualche giorno fa, il 13 ottobre per l’esattezza, Matt Cutts si dichiarava stupito che la nuova feature di Google per risolvere i messaggi di errore 404 (pagina non trovata) non avesse suscitato abbastanza interesse.

Forse il problema è che ormai Google offre un’infinita varietà di servizi, e spesso gli utenti rischiano di perdersi in questa eccessiva offerta…

L’errore 404 è uno dei più fastidiosi inconvenienti di Internet: capita spesso di trovare un link a qualcosa di interessante, cliccarci sopra e ricevere il celebre messaggio “pagina non trovata”. L’espediente suggerito da Google, ovviamente, non elimina del tutto il problema, ma in alcuni casi può aiutare.

La prima funzionalità che viene offerta, per gli iscritti al Centro Webmaster di Google, è la possibilità di verificare se esistono dei link a pagine inesistenti del nostro sito.

Può darsi, infatti, che un portale, blog o motore di ricerca abbia messo un link ad una pagina del nostro sito che è stata rimossa, o rinominata, o che l’indirizzo sia stato scritto in maniera scorretta.

Si può quindi avere un dettagliato elenco di tutti i link esterni che puntano a nostre pagine (ormai) inesistenti. Come contromisura ulteriore, Google fornisce un codice javascript da inserire nella propria “pagina di errore 404”.

Infatti, in caso di pagina non trovata, si può predisporre il server per rispondere con una pagina di default, personalizzabile, che avvisi l’utente che la pagina cercata è stata rimossa, e lo inviti a visitare l’home page del sito.

Il javascript fornito da Google, inserito in questa pagina, offre dei suggerimenti ulteriori, anziché limitarsi a rimandare alla home.

Come si può vedere dall’immagine, non solo lo script di Google suggerisce possibili link simili a quello non trovato, ma permette anche di effettuare una ricerca all’interno del sito per parole chiave.

Quello che Matt Cutts dice è che gli sembra strano che non si stia parlando abbastanza di questa nuova feature, visto che consente a tutti i webmaster di “trasformare dei link non funzionanti in link validi” gratuitamente.

Dal mio personale punto di vista, l’interesse in questa operazione non è solo dei webmaster, ma anche dei motori di ricerca.

Infatti, se il click che porta alla pagina non trovata proviene da Google, la “brutta figura” si dividerà tra il webmaster e il motore di ricerca (che non ha rimosso il link ad una pagina non più esistente).

In ogni caso, benché la finalità non sia esclusivamente filantropica, l’idea di Google è utile, è un piccolo ma significativo tentativo di porre argine al caos della rete e a migliorare l’esperienza di navigazione.

Che poi si voglia utilizzare il javascript fornito da Google, o si preferisca inserire un semplice invito al visitatore ad andare alla home page, l’importante è aver predisposto una pagina predefinita di errore 404, per non rischiare di perdere delle potenziali visite.

Di sicuro la soluzione offerta da Google è accattivante; consente all’utente di trovare il contenuto ricercato, senza dover tornare alla home page per poi doversi mettere alla ricerca di una pagina che magari non esiste più, o è nascosta chissà dove.