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Multics: il padre di Unix, il nonno di Linux

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Multics (Multiplexed Information and Computing Service) fu uno dei primi sistemi operativi time shering, progettato dal MIT con la collaborazione di Bell Labs e General Eletric, finanziato dall’Arpa e presentato ufficialmente nel 1965 al Fall Joint Computer Conference.

Tra gli sviluppatori era presente anche Ken Thompson e Dennis Ritchie che decisero di abbandonare il progetto Multics per dedicarsi a quello di Unix (inizialmente chiamato Unics, ‘cs’ ribadiva il legame di parentela tra i due).

Nel 1969 Bell Labs abbandonò il progetto ritenendo Multics un O.S. poco utilizzabile nella pratica.

Così nel 1972 è Honeywell che, dopo aver acquistato la divisione computer del General Eletric, commercializzò il sistema operativo.

Nel 77 anche il MIT uscì di scena e Bull HN acquistò l’intera fetta di mercato negli anni ’80, rimanendo quindi l’unico possessore di Multics.

L’ultima “esemplare” del sistema operativo risale al 1992 e utilizzata fino al 30 ottobre 2000 dal dipartimento della difesa canadese, quando fu definitivamente spento l’hardware.

Multics, nonostante fu un progetto ambizioso, non riscosse mai quel successo che in molti speravano o che perlomeno meritava di avere, infatti negli anni 80 (periodo di massima diffusione di Multics) erano presenti non oltre un centinaio di siti in tutto il mondo.

Possiamo considerare questo sistema operativo il padre di tutti i sistemi operativi odierni, infatti gli vengono riconosciuti vari primati di fondamentale importanza nella storia dell’informatica moderna: parliamo di un file system gerarchico (nomi dei file di qualsiasi lunghezza e carattere), il linking dinamico (ovvero la capacità di caricare altri segmenti di codice richiesti da un processo già avviato), la possibilità di riconfigurare l’hardware mentre era acceso e, infine, prevedeva un primo approccio di sicurezza multilivello.

Ma Multics non si fece conoscere soltanto per le sue caratteristiche innovative: intorno a quest’ultimo ruotarono anche vari miti e uno di questi riguarda i pop-up di errore scritti in latino, come per esempio il famoso “HODIE NATUS EST RADICI FRATER”; stando alla leggenda fu programmato in questo modo da un suo sviluppatore, per l’esattezza Bernie Greenberg (programmatore, musicista e latinista dilettante – vedi foto).

Pochi mesi fa l’ultimo proprietario, ovvero la Bull HN, ha deciso di render disponibile il sorgente a chiunque volesse saperne di più in merito, oltre che la storia di questo sistema operativo e qualche altra informazione consultabile andando su multicians.org, anche se purtroppo non esiste un hardware compatibile capace di far funzionare questo “dinosauro” dell’informatica.