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Apple contro l’iTunes open source

La società di Cupertino ha richiesto la rimozione di un progetto Wiki per rendere compatibili i nuovi iPhone e iPod con sistemi open source differenti da iTunes. La Electronic Frontier Foundation fornirà supporto legale al gestore del portale BluWiki

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Chiunque può utilizzare le ultime generazioni di iPod e iPhone, a patto di gestire i dispositivi con iTunes. Può essere riassunta così, in estrema sintesi, la filosofia applicata da Apple nel corso degli ultimi anni, tale da aver portato recentemente la società di Cupertino a richiedere la chiusura del progetto iPodhash, concepito per rendere compatibili i nuovi iPod e iPhone con i sistemi operativi Linux. Attraverso i suoi legali, Apple ha richiesto la rimozione delle pagine dedicate al progetto open source dal sito BluWiki.

Secondo la società della mela, infatti, l’applicativo iPodhash violerebbe i termini del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), il quadro normativo che negli Stati Uniti stabilisce le regole per la tutela dei contenuti protetti dal diritto d’autore. La richiesta di rimozione delle pagine incriminate è giunta direttamente al gestore di BluWiki da uno degli studi legali che rappresentano gli interessi di Apple: «Rappresentiamo Apple. Abbiamo scoperto che uno dei siti da lei gestito, www.bluwiki.com, diffonde informazioni concepite per aggirare il sistema di gestione FairPlay di Apple per il diritto d’autore. […] Il DMCA proibisce esplicitamente la diffusione di informazioni che possano essere utilizzate per aggirare questa tecnologia. Per questo motivo Apple le chiede di rimuovere immediatamente le pagine in questione».

Considerata l’insistenza dello studio legale di Apple attraverso le sue email, il gestore di BluWiki, Sam Odio, ha deciso di rimuovere in via cautelativa le pagine legate al progetto iPodhash dal suo sito Web, contestando però fermamente la posizione assunta dalla società di Cupertino. Secondo Odio, infatti, l’applicativo open source non violerebbe in alcuna misura il complesso quadro normativo del DMCA. Il software, infatti, non interviene in alcun modo sui file criptati contenenti i brani musicali, ma effettua semplicemente una decrittazione dei database di iTunes, senza però infrangere alcun copyright o favorire fenomeni legati alla pirateria.

In un post pubblicato sul suo blog, Sam Odio ha richiesto nei giorni scorsi l’aiuto da parte di un legale esperto in questioni legate al Web e al diritto d’autore. L’appello, ripreso insieme alla vicenda da alcuni siti di informazione online, ha anche attirato l’attenzione della Electronic Frontier Foundation (EFF), la fondazione che da tempo si batte per la difesa dei diritti digitali. L’EFF ha così esaminato il caso, giungendo alla conclusione che la decrittazione dei database di iTunes, necessari per effettuare la sincronizzazione degli iPod e degli iPhone, non possa essere equiparata a una violazione del diritto d’autore e di conseguenza del DMCA.

Stando alle ultime informazioni, la EFF si sarebbe impegnata per fornire il suo pieno supporto legale per la vicenda. Sotto l’ala protettrice dell’agguerrita fondazione, il progetto iPodhash potrebbe dunque tornare presto sulle pagine del portale BluWiki, ma le preoccupazioni per Sam Odio potrebbero non essere finite. Il gestore del sito web teme, infatti, che Apple possa attuare pressioni nei confronti delle società che forniscono l’hosting per BluWiki al fine di portarne offline i contenuti. Una eventualità che potrebbe vanificare il lavoro svolto fino ad ora portando a una fine improvvisa questa nuova battaglia sul Web tra Davide e Golia.