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23andMe in difficoltà, ma si regge su Google

23andMe ha raccolto ulteriori 11 milioni di dollari da Google per poter supportare le proprie attività. La quasi totalità degli investimenti giunge oggi proprio da Google, senza cui 23andMe sarebbe in grave difficoltà. Ma i problemi sono comunque molti

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La principale stampella di 23andMe è dettata da un evento traumatico: settembre 2008, Sergey Brin confida pubblicamente di avere nel proprio DNA un difetto genetico (scoperto grazie a 23andMe) in grado di portare a maturare nel tempo la malattia di Parkinson. Trattasi di un difetto ereditato dalla madre, già in preda alla malattia, e contro il quale non c’è al momento alcunché da fare: la medicina ancora non offre cure risolutive. Per stimolare la ricerca sul campo, Brin ha così iniziato a collaborare con 23andMe con varie iniziative nella speranza di raggiungere un qualche risultato prima che la malattia possa manifestarsi. Oltre ad un interesse economico ed imprenditoriale, insomma, v’è qualcosa di ben più radicato con motivazioni che vanno ben oltre una semplice raccolta fondi.

Non basta l’impegno, non basta l’innovazione, non basta avere le spalle coperte da un “big” come Google: la stessa comunità scientifica sta ora stemperando gli entusiasmi iniziali sulla ricerca genetica, notando come il tutto sia ad una fase ancora assolutamente precoce e che ad oggi le “diagnosi” basate sullo scanning del DNA non abbiano autentico valore. Ogni singola mutazione può comportare conseguenze soltanto in una piccola percentuale di casi, le conseguenze non sono mai direttamente ricollegabili ad una caratteristica genetica, e dunque le conclusioni 23andMe (così come quelle Navigenics, Bioresolve o DeCode Me) non possono godere ad oggi dell’appoggio della scienza medica.

La frattura tra i servizi di scanning del DNA e la medicina è venuta ad assumere forma concreta in una lettera di “cease and desist” inviata dal Dipartimento per la Salute Pubblica californiano che impone a 23andMe ed altre 12 aziende similari. La richiesta è quella di operare soltanto sotto indicazione scritta di un medico, evitando così che il privato possa essere attratto da una promessa che ad oggi non può che essere francobollata nell’alveo delle curiosità, comunque lontano da ogni velleità di rango superiore. Per la legge californiana trattasi di un dispositivo di legge in vigore a cui 23andMe & c. dovranno adeguarsi con fare immediato.

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