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eYouGuide: l’UE favorisca l’ecommerce

Un documento partorito dalla Commissione Europea tenta di fotografare lo stato di sofferenza che tiene fuori dal mondo dell'ecommerce gran parte degli utenti. Consigli, indicazioni ed informazione dovranno abbattere questa barriera psicologica

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Da tempo è noto il fatto che il mondo dell’ecommerce sia pesantemente frenato dalla resistenza che l’utenza pone nei confronti degli acquisti online, tanto per quanto concernente il prodotto, quanto per tutto ciò che concerne le transazioni ed i pagamenti. L’Unione Europea, conscia del fatto che sbloccare queste resistenze psicologiche significherebbe smuovere un mercato ad altissimo potenziale, ha intenzione da fare ciò che è nelle potenzialità delle istituzioni per abbattere ogni vincolo. L’iniziativa eYouGuide va esattamente in questa direzione.

Il primo grande vincolo da abbattere è relativo ai confini tra gli stati membri: garantire un diritto unico su tutta l’Unione significherebbe ammorbidire la ritrosìa all’acquisto, mettendo l’acquirente nel giusto stato d’animo per poter cedere alle lusinghe dei negozi online. Spiega Viviane Reding: «Nell’Unione Europea i diritti dei consumatori online non devono dipendere da dove una azienda o un sito internet è localizzato. I confini nazionali non dovrebbero più complicare la vita dei consumatori europei quanto vanno online per comprare un libro o per scaricare una canzone. […] abbiamo bisogno di assicurarci che ci sia un singolo mercato per i consumatori».

Il documento diramato dalla Commissione Europea non ha finalità pratiche se non quella di identificare nei dettagli il problema, compiendo così il primo passo volto a proposte di soluzione. Dal sito ufficiale vengono indicati 10 “topic” che riassumono la complessità delle azioni da assicurare, fungendo da “consigli” per i consumatori che intendono essere maggiormente informati sui fatti:

  • Proteggere la privacy, con tutto quel che comporta a livello di sicurezza in Rete;
  • Informarsi, per conoscere il venditore con tanto di contatti e confronti con venditori concorrenti;
  • Valutare i Termini del Servizio prima di procedere all’acquisto;
  • Prestare attenzione alle promozioni ed alla pubblicità, con particolare riferimento allo spam;
  • Sicurezza innanzitutto, e l’UE esplicita un riferimento specifico ai social network;
  • Copyright: un elemento da conoscere, tanto per tutelarsi quanto per rispettarne i dettami;
  • Protezione dei minori, tanto nei contenuti quanto nella protezione da rischi eventuali;
  • Assistenza a disabili e persone anziane, così che possano accedere ai siti ed agli strumenti per l’ecommerce;
  • Di chi potersi fidare? Gli utenti debbono sapersi muovere tra le informazioni per capire;
  • Conoscere i propri diritti significa anche pretenderne il rispetto.

Reuters riassume, tra gli altri, tre punti focali identificati dall’UE come manovre fondamentali per poter stimolare un maggiore utilizzo della Rete come veicolo per il commercio:

  • «Combattere lo spam con sanzioni civili e penali; una “messa al bando dello spam” è parte di una legge Ue dal 2003, ma il 65% degli europei ancora si lamenta di uno spam eccessivo»;
  • «Introduzione di regimi mult-territoriali di licenze su contenuti online per rendere più facile ai consumatori la comprensione dei permessi sui contenuti digitali, come musica e giochi»;
  • «Porre fine all’attuale frammentazione di leggi sul “copiare privatamente” in modo che i consumatori abbiano chiare informazioni su quello che possono e non possono fare con le canzoni protette da diritto d’autore, video e film che scaricano».

I contenuti sono raggiungibili con parole chiave ed ordinamenti differenti, ma il documento sembra avere velleità superiori alla semplicistica divulgazione. Il 42% degli utenti europei non ha la minima intenzione di svolgere qualsivoglia attività online che comporti transazioni monetarie: l’obiettivo è quello di far cambiare idea a quanti pongono tale inamovibile resistenza sulla strada dell’ecommerce.