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Garante della Privacy: guida all’uso dei social network

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Dal Garante della privacy arrivano alcune semplicissime ma utili regole, o suggerimenti se si preferisce, per tutelare la riservatezza dei dati personali sui social network, senza discussione il fenomeno del momento che “spopola” in Rete, soprattutto tra i giovani.

Il “vademecum” del buon utente consiste in un volumetto di 24 pagine (file PDF) presentato dal Garante e nel quale vengono messi in evidenza gli aspetti positivi e quelli negativi dei social network, con consigli che pongono l’attenzione in particolare sugli aspetti relativi alla privacy del navigatore.

Alcune istruzioni sono abbastanza risapute, nel senso che sono quelle raccomandazioni che seguono le regole del buon senso e che da sempre ci vengono illustrate al fine di avere un approccio consapevole con la Rete.

Uno dei consigli principali è quello di non accettare con sufficienza i vari inviti di amicizia che ci vengono proposti, in quanto non si sa chi possa esserci dietro a certe proposte di amicizia che implicano la condivisione di alcuni dati personali, così come è bene utilizzare, per la registrazione a questi portali, password e nome utente diversi da quelli comunemente usati per la casella di posta o per strumenti lavorativi, in maniera da non correre il rischio che, un’eventuale furto dei primi, abbia ricadute, ben più gravi, su altri ambiti della “vita digitale”.

Un altro aspetto importante è quello relativo alla gestione dei vari dati da parte di queste aziende: il consiglio in questo caso è di leggere attentamente le condizioni di servizio prima di aprire un account, questo perché i nostri dati potrebbero restare sui server del social network per svariati anni, nonché finire indicizzati sui vari motori di ricerca e quindi a disposizione di tutti.

Infine l’accento viene messo su quali dati sensibili è meglio dare onde evitare che, alcuni esperti con intenzioni poco “amichevoli”, arrivino ad ottenere accesso a conti correnti online e simili. La raccomandazione, in questi casi, è quella di scegliere di dare, per quanto possibile, un nickname anziché il vero nome quando ci si registra a questi siti.

Accortezze forse banali per alcuni utenti più esperti, ma che a quanto si legge spesso in giro sono in pochi ad osservare, visto che i furti di identità sono all’ordine del giorno e che, troppo spesso e in maniera semplicistica, si dà la colpa di questo esclusivamente ai social network, senza capire che invece serve soltanto un uso più attento e razionale.