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Banda larga, Italia contro resto del mondo

L'OECD ha rilasciato un approfondito rapporto sullo stato del broadband nei 30 stati che aderiscono alla sua organizzazione. L'Italiaè al 22esimo posto per numero di abbonati ogni 100 abitanti alla banda larga e quasi a sorpresa è uno dei paesi meno cari

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Oltre a valutare la diffusione della banda larga, l’OECD ne ha anche analizzato il costo medio su base mensile. In questo caso l’Italia si rivela uno dei paesi con gli abbonamenti meno costosi a parità del potere d’acquisto tra i 30 presi in considerazione dall’Organization for Economic Cooperation and Development. Un abbonamento al broadband in Italia costa mediamente 31,25 dollari, in linea con il prezzo di altri paesi in cui il broadband è maggiormente diffuso come Giappone e Finlandia. A parità di potere d’acquisto risultano molto più cari gli abbonamenti negli Stati Uniti, circa 45 dollari, fino a raggiungere i quasi 79 dollari necessari per un abbonamento mensile al broadband nella Repubblica Slovacca.

costo bb oecd

Nonostante i prezzi meno cari della media dell’area OECD, l’Italia sconta comunque una sensibile carenza nel numero di offerte disponibili per la banda larga. Per la sua indagine sui prezzi l’OECD ha potuto confrontare solamente 8 tipologie di abbonamento nel Bel Paese a fronte delle 36 in Nuova Zelanda e delle 71 in Australia.

L’OECD ha infine valutato la velocità media dichiarata dagli Internet Service Provider per le loro connessioni a banda larga. Il Giappone risulta essere il paese con il broadband più veloce, pari a circa 92mila kbps, seguito dalla Corea (80mila kbps) e dalla Francia (51mila kbps). L’Italia si colloca al di sotto della media OECD, pari a 17.412 kbps, con meno di 12mila kbps di velocità. Sul medesimo dato si attestano anche la Norvegia e la Svezia. Chiude la classifica il Messico con appena 1.500 kbps di velocità di connessione.

Dal rapporto stilato dall’Organization for Economic Cooperation and Development, il broadband italiano risulta ancora poco diffuso, nonostante i costi per la sua gestione su base mensile siano al di sotto della media dei paesi analizzati dall’organizzazione internazionale. Il comparto della banda larga nel Bel Paese risulta ancora poco concorrenziale e carente dal punto di vista del numero di offerte commerciali disponibili, dato che sembra condizionare le prestazioni medie sulla velocità delle connessioni offerte, ancora al di sotto della media.

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