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Nuove proteste contro Street View: ora è McCartney a chiedere la rimozione

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Il servizio interattivo e tridimensionale di navigazione stradale Google Street View continua a creare polemiche, proteste e lamentele. Il colosso americano ha ricevuto pochi giorni fa le proteste del famoso cantante inglese Sir Paul McCartney, che ha chiesto e ottenuto per questioni di sicurezza l’immediata rimozione della propria casa dalle mappe tridimensionale Google.

Il sistema di mappatura delle strade ideato da Google è così preciso e dettagliato da dare riferimenti molto accurati ad ogni navigatore Internet e farlo immergere nella realtà di una città intera. La villa dell’ex cantante dei Beatles, situata nella zona nord di Londra, quartiere di St John’s Wood al numero 7 di Cavendish Avenue, era visibile a tutti. Saputo del sistema lanciato da qualche mese anche a Londra, McCartney ha protestato per i potenziali problemi di sicurezza personale e per l’invasione della sua privacy.

Il cantante ha acquistato quella villa nel 1965 per 40.000 sterline e vive lì da allora. In questa villa sono nati successi come “Penny Lane” o “Hey Jude” e lì si trovano grandissimi premi e ricordi del famoso personaggio dello spettacolo britannico. Sir Paul, che fra un paio di settimane festeggerà il proprio sessantasettesimo compleanno, ha molto a cuore la propria sicurezza personale, specie dai tempi dell’omicidio dell’amico e collega di band John Lennon del 1980. E per mantenere sia sicurezza che privacy, McCartney ha chiesto la rimozione da StreetView della propria casa.

Google ha immediatamente obbedito, rendendo la zona attorno alla casa non più navigabile. Un portavoce di Google ha così commentato:

Al lancio di Street View, milioni di inglesi lo hanno usato e la grandissima maggioranza è felice di avere la propria casa inclusa. Ma riconosciamo che alcune persone, tra le quali l’ex dei Beatles, non vogliono immagini della propria casa sul servizio di Google e premendo semplicemente un pulsante sul sito, chiunque può chiedere la rimozione.

Quindi, nonostante l’esplicito, recente consenso del garante della privacy inglese, la vita per StreetView è ancora in salita in tutta Europa.