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Il fegato e la mela

Steve Jobs avrebbe subito un trapianto di fegato. Fonti anonime svelano la cosa al Wall Street Journal e Jobs sarebbe stato avvistato a Memphis per la propria degenza. Sui dettagli, però, tutto tace. E si accumulano i dubbi sulla salute dell'iCEO

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In assenza di Jobs, il timone della Apple è nelle mani di Tim Cook. Così fu nel 2004, così è oggi. Il lavoro quotidiano di Cook, però, si sarebbe accompagnato ad informative continue a Jobs il quale sarebbe stato coinvolto in ogni singola decisione strategica dell’azienda. Il passaggio di mano, quindi, sarebbe teoricamente già iniziato da tempo sebbene con modalità oltremodo parziali e con Jobs irremovibile icona del gruppo. Ed è questo, probabilmente, il vizio di forma più difficile da sradicare.

Nei mesi passati la comunità finanziaria, nonché gli stessi azionisti del gruppo, hanno preteso informazioni chiare a proposito di Jobs. Da una parte v’è la tutela della privacy di una persona, infatti, ma dall’altra vi sono milioni di dollari sul filo del rasoio, in una difficile congiuntura economica e con il maggior asset dell’azienda in pericolo a causa di un carcinoma. In questo l’economia è poco comprensiva (la SEC ha addirittura annunciato indagini specifiche): salute o meno, ci sono dei portafogli da soddisfare. E dimostrare a tutti che l’azienda può continuare a camminare da sola non è stato facile.

Apple, peraltro, ha ottenuto in questo frangente buoni risultati. Il gruppo ha infatti retto l’urto della crisi ed ha partorito un nuovo iPhone; ha spinto l’App Store verso nuovi traguardi ed ha rinfrescato anche il comparto hardware. Anche i keynote, pur senza la magia di un tempo, son tornati ad essere all’altezza del momento. Tutto ciò, però, sospeso in una bolla silente, con ogni ragionamento lasciato in forse in funzione di ciò che era immanente ma non detto: come sta Steve Jobs? Quando torna? Come torna?

Il punto è questo. Come sta Steve Jobs? Non si sa, ma probabilmente vive grazie al fegato di un donatore. Quando torna? A breve, probabilmente entro un mese circa. Come torna? Ennesimo punto interrogativo, anche se a quanto pare i primi mesi saranno all’insegna di un rientro progressivo, probabilmente part-time.

Prima o poi Apple dovrà dare note ufficiali nuove relativamente al proprio CEO. Ogni ora che passa senza una smentita, infatti, rappresenta una conferma. Il ritorno al lavoro di Jobs dovrà essere accompagnato da spiegazioni, con una cartella clinica che verrà giocoforza ad avere lo stesso valore di una trimestrale. Succede quando la vita privata assume valore pubblico, quando un volto è più significativo di un logo, quando il carisma è tale da sostituire e fagocitare tutto quel che l’impegno crea.

La salute di Steve Jobs è qualcosa che va ben oltre la sola intimità di una singola persona. E attorno c’è l’affetto di una intera comunità ed il riconoscimento di un intero comparto. Il fegato e la mela: una storia a cui tanti sperano di poter scrivere un nuovo lieto fine.