Click fraud, Facebook sotto accusa

Facebook è al centro di un nuovo caso di click fraud ai danni degli inserzionisti del network. A gonfiare il numero dei click è un errato conteggio da parte del portale, che riconosce la problematica e promette di correggere le tabelle dei pagamenti

Dopo che recentemente è stata Microsoft a muovere una precisa causa legale per una serie di operazioni truffaldine legate al click fraud, anche Facebook sembra coinvolta in alcune irregolarità per quanto riguarda il numero dei click associati ai numerosi annunci pubblicitari inseriti all’interno del portale. La problematica presenta però in quest’ultimo caso un elemento particolare: secondo numerosi inserzionisti, Facebook starebbe registrando e mettendo loro in conto numerosi click che non sarebbero però stati generati né manualmente da parte di persone, singole né in automatico da parte dei bot.

È il forum Wickedfire a dar voce ad alcuni inserzionisti, i quali lamentano una notevole discrepanza tra il numero di click segnalati dai programmi di tracking e quanti riportati da Facebook. In pratica, non si starebbe assistendo al classico attacco di click froud effettuato da terzi nel tentativo di danneggiare le campagne pubblicitarie di alcuni inserzionisti, ma di un errato conteggio dei click da parte del portale di social networking, che secondo alcuni utenti del forum arriva ad un rapporto di 10 a 1: 10 click riportati da Facebook contro 1 solo click reale sul banner.

Più che naturale lo scontento da parte degli inserzionisti, visto il costo per ogni click associato ai banner pubblicati, mentre Facebook, dopo un iniziale silenzio, sembra aver infine riconosciuto pubblicamente il problema e aver già pronta una soluzione: «nelle ultime settimane abbiamo visto un incremento nel numero dei click sospetti», ha dichiarato Brandon McCormick, del team Facebook Communications, «e abbiamo identificato una soluzione che abbiamo già cominciato ad implementare e che ci aspettiamo di mettere in opera entro la giornata di oggi. In aggiunta, stiamo identificando gli account coinvolti e ci assicureremo che gli inserzionisti siano correttamente ripagati».

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