Eric Schmidt: il peggio è passato

Secondo il CEO Google Eric Schmidt il peggio è ormai alle spalle: la crisi potrebbe essere giunta a maturazione e potrebbero spuntare a breve i primi segni di ripresa. L’utenza è pronta a tornare a spendere, e così gli investitori per l’advertising

Il peggio è passato: parola di Eric Schmidt, colui il quale più di ogni altro ha il polso sul mondo Google e sul mondo dell’advertising online. Il CEO Google ha parlato in occasione del Lions International Advertising Festival di Cannes e la sua opinione è oltremodo interessante poiché va a ricalcare le orme tracciate qualche giorno prima già dai rivali di Redmond. Così come Steve Ballmer, infatti, Eric Schmidt pensa che l’economia è giunta ad un punto per cui il marcio è stato spurgato, le regole stanno per essere riscritte e tutto è quasi pronto per tornare a crescere.

La ripresa economica è dettata dal fatto che, secondo il CEO Google, gli americani hanno voglia di ricominciare a spendere. La crisi, dettata dalla paura proveniente dai disastri del polo finanziario di New York e dai famigerati “subprime”, ha ridotto la propensione al consumo incoraggiando il risparmio, ma ciò si è riversato in una minor spesa in pubblicità. Ed è in questo passaggio che la crisi è esondata dalle banche per riversarsi in ogni comparto, compresa la rete.

Steve Ballmer non ha espresso opinioni dissimili solo pochi giorni prima, nelle stesse sale, alla stessa platea. L’economia, secondo Ballmer è vicina ad un “reset”: si ripartirà da un livello inferiore, ma si ripartirà. Schmidt non ha parlato invece di discontinuità, vedendo la parentesi dell’ultimo anno come una sorta di continuum inquinato da elementi esterni di disturbo. Approccio diverso, dunque, ma conclusioni similari: i segnali sono incoraggianti, il denaro potrebbe tornare a fluire presto sotto forma di investimenti tanto nell’advertising quanto di riflesso sotto forma di acquisizioni e sviluppo.

La presenza di Google all’evento è particolarmente significativa poiché emblematica del momento di difficoltà vissuto, della necessità di rapporto più stretti con le media agency e perché Google ha oggi un grande bacino di spazi e format da spiegare ed offrire. Google riparte di qui: si è trattata di una crisi anomala nei modi e nei tempi. Con cause capite in ritardo e sintomi troppo a lungo ignorati. Ma si è trattata di una crisi probabilmente passeggera, non certo indolore, ma probabilmente vicina ad una conclusione. Entro il 2010, spiega Schmidt, c’è già da attendersi qualcosa di meglio.

Il 2010, però, vedrà sul mercato un concorrente importante in più: «Bing è un concorrente. Stiamo assolutamente osservando Bing. Lo stiamo studiando così come loro studiano ciò che fa Google».

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