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Rickard Falkvinge: i governi copiano la censura della Cina

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Rickard Falkvinge, fondatore ed esponente del noto Partito Pirata di cui si è parlato tanto in questi ultimi mesi, ha partecipato a Salerno al Congresso di Agorà Digitale, un’associazione che si batte continuamente per la difesa dei diritti degli utenti della rete e della loro libertà.

Secondo Falkvinge il movimento dei pirati ha ricevuto una grande attenzione da parte dei mass media, che ne hanno sottolineato aspetti positivi e negativi, principalmente grazie alla nascita del partito politico collegato.

Un’altra azione che ha contribuito a far conoscere il Partito Pirata agli utenti di Internet e a porlo all’attenzione degli esponenti politici di tutta Europa è stata senza dubbio la vicenda controversa del portale The Pirate Bay, da parecchie settimane al centro dell’attenzione per le vicende legali in cui sono coinvolti i gestori.

Al riguardo Falkvinge spiega che chi ama The Pirate Bay non può fare a meno di appassionarsi anche alle vicende del Partito Pirata. Tra i due c’è, secondo Rickard, una “relazione simbiotica” che li lega profondamente e che ha permesso al partito politico di raggiungere un ottimo risultato elettorale.

Falkvinge, intervistato da no-copyright.net, ha espresso queste parole sulla situazione attuale del partito di cui è fondatore:

“Il consenso elettorale del Piratpartiet ha conferito agli ideali del movimento pirata una legittimità che agli occhi di molti prima non aveva. Ma questo è solo l’inizio di una lunga battaglia. Non è tempo per cantare vittoria. Se c’è un parlamentare europeo che, dopo le ultime elezioni, si è ritrovato inseguito dalle televisioni ovunque si presentasse è stato quello del Piratpartiet, Christian Engstrom. Ma se facciamo il confronto con le strutture delle grandi forze politiche, o delle lobby industriali legate al copyright, il divario resta immenso”.

Poi, esprime dei pensieri sulle tematiche riguardanti la censura delle informazioni diffuse online, della quale si è parlato tanto negli ultimi mesi, soprattutto in riferimento alle azioni messe in atto in Cina e dei tentativi di realizzare un maggior controllo della rete discussi in alcuni Paesi europei.

Afferma Falkvinge:

Due o tre anni fa i governi di tutta l’Europa strillavano scandalizzati contro la censura di Internet in Cina. Adesso invece quelle critiche si sono completamente assopite. E la ragione è semplice: i nostri governi hanno la coscienza sporca, perché hanno copiato pari pari la stessa logica censoria. Questo ci dovrebbe ricordare che il problema del copyright non è tanto il dilemma di come dovrebbero essere distribuiti o no film e canzonette, quanto il fatto che la repressione della pirateria digitale è inconciliabile con la privacy e la libertà della rete. Lo scopo del Piratpartiet, insomma, è far capire alla gente che questa è Innanzitutto una battaglia per i diritti civili.

Video:A Montecitorio si parla del regolamento sul copyright