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Wifi libero, c’è la proposta di legge

Cassinelli, Scandroglio, Palmieri, Abrignani, Dell’Elce, Germanà. Mannucci, Moles, Murgia, Rosso, Scelli, Stracquadanio, Torrisi (PDL), Concia, Peluffo (PD): sono queste le firme alla proposta di legge per la liberazione del Wifi dalla Legge Pisanu

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«La mia proposta di legge lascia spazio all’eventualità in cui l’utente possa usufruire di una connessione pubblica senza essere affatto identificato. Trattandosi di un argomento molto delicato, però, si delega il Ministro dell’Interno a stabilire, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico ed il Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, i casi in cui è necessaria l’identificazione dell’utente. […] Anche nei casi in cui sarà stabilita la necessità dell’identificazione, questa potrà svolgersi con procedure indipendenti dall’interazione personale utente-operatore, quindi preservando il carattere di immediatezza delle moderne tecnologie, senza però mettere in alcun modo a repentaglio la sicurezza pubblica».

Cassinelli porta pertanto avanti l’idea di una soluzione equilibrata, nella quale si possa decidere il modus operandi caso per caso, imponendo l’autenticazione in talune situazioni e consentendo libero accesso in altre (la definizione delle discriminanti è lasciata ai ministeri citati, dai quali dipende pertanto gran parte della bontà del provvedimento). Sul proprio blog il deputato proponente spiega anche i meccanismi che potrebbero consentire una semplice e discreta registrazione, senza limitare l’immediatezza dell’accesso ma, al tempo stesso, senza dimenticare le necessarie misure di sicurezza considerate imprescindibili: «chi tenta di accedere ad internet tramite una rete wireless pubblica viene “bloccato” da una finestra che richiede l’inserimento del numero di cellulare. Per potere navigare, l’utente è obbligato ad inserirlo. In pochi secondi, ed in via del tutto automatica, l’utente riceve sul proprio telefonino un sms contenente un codice tramite il quale può “sbloccare” il sistema ed accedere senza problemi alla rete. In questo modo, non c’è pregiudizio alla sicurezza pubblica perché l’utente è stato univocamente identificato (ogni utenza di telefonia mobile italiana, infatti, è abbinata all’identità di una persona rintracciabile), ma si evita una procedura particolarmente macchinosa che, di fatto, ha impedito un pieno sviluppo delle moderne tecnologie di comunicazione nel nostro Paese».

Il post si chiude con una nota polemica: sebbene la proposta di legge (pdf) venga portata avanti con firme bipartizan, il provvedimento non ha però incontrato tutti i favori cercati e non tutti i nomi avrebbero pertanto apportato la propria firma. L’idea non è pertanto del tutto condivisa, anche se non è dato a sapersi quale possa essere l’attrito che ha tenuto lontana parte della rappresentanza politica dal firmare una proposta di questo tipo.

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