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Android P: supporto al notch come in iPhone X?

Un significativo restyling dell'interfaccia, maggiore integrazione per l'Assistente Google e supporto nativo al notch: le possibili novità di Android P.

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Mancano ancora quasi tre mesi all’evento I/O 2018, che come ormai da tradizione quasi certamente ospiterà l’annuncio di Android P, la prossima evoluzione del sistema operativo mobile “made in Google”. A tal proposito, oggi la redazione di Bloomberg ha pubblicato un’interessante indiscrezione relativa alle novità che il gruppo di Mountain View ha intenzione di introdurre nella piattaforma.

La più sorprendente riguarda il presunto supporto nativo al notch che caratterizza smartphone come iPhone X e ad altri display custom come nel caso del modello dual screen ZTE Axon M o dell’Essential Phone. Si parla di una possibile soluzione di questo tipo anche per una delle varianti del top di gamma Huawei P20 in arrivo nei prossimi mesi. Così facendo bigG semplificherebbe enormemente il lavoro dei produttori intenzionati ad adottare un design di questo, non costringendoli a pesanti modifiche del software riguardante l’interfaccia. Ovviamente, trattandosi di un rumor, è da prendere con le pinze.

L’avvento di Android P porterà inoltre a una maggiore integrazione dell’Assistente Google nel sistema operativo, grazie anche alla possibilità offerta agli sviluppatori di sfruttarne la tecnologia di riconoscimento vocale nelle applicazioni di terze parti. Ancora, si assisterà a un significativo restyling della UI che alcune fonti definiscono come “Material Design 2.0”: il nuovo look andrà a strizzare l’occhio ai potenziali switcher ovvero a coloro che provenendo da un dispositivo iOS si lasceranno tentare da un modello Android.

Infine, un nuovo indizio sul nome: al momento i Googler fanno riferimento alla release con il nome in codice Pistachio Ice Cream, ma è probabile che l’appellativo finale cambierà. L’esordio dovrebbe essere ancora una volta fissato per l’estate o, al più tardi, in autunno in concomitanza con l’arrivo sul mercato degli smartphone Pixel di terza generazione.

Fonte: Bloomberg • Immagine: Apple