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Come Chrome migliora la gestione dell’autoplay

Google spiega il funzionamento del sistema che blocca l'esecuzione automatica dei contenuti multimediali con una componente audio nel browser Chrome.

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Con l’aggiornamento alla versione 66 di Chrome rilasciato nelle scorse settimane, Google ha introdotto una funzionalità utile a migliorare l’esperienza di navigazione offerta agli utenti: il blocco dell’autoplay per i contenuti multimediali che contengono una componente audio indesiderata.

In questo modo gli utenti non si troveranno più a dover abbassare in tutta fretta il volume mentre si trovano in uno spazio pubblico e non saranno disturbati dall’improvvisa e indesiderata emissione di un suono dal loro smartphone, tablet o computer. Secondo bigG, un numero significativo di schede con contenuti che avviano la riproduzione automatica viene chiuso entro sei secondi dall’apertura, il che rende la pratica controproducente anche per chi gestisce il sito. La nuova feature si basa sull’impiego di un sistema che impara le preferenze di chi naviga. Così, nel suo intervento sul blog ufficiale, il gruppo di Mountain View spiega in breve il funzionamento della tecnologia.

Chrome lo fa apprendendo le vostre preferenze. Se non avete una cronologia di navigazione, Chrome consente l’autoplay a oltre 1.000 siti per i quali osserviamo una percentuale elevata di visitatori che riproducono contenuti multimediali con audio. Navigando questo elenco cambierà poiché Chrome impara e abilita l’autoplay sui siti dove riproducete contenuti multimediali con audio durante la visita, mentre lo disabilità dove non lo fate. In questo modo Chrome vi offre un’esperienza di navigazione personalizzata e automatizzata.

Google sottolinea anche come, soprattutto nelle prime fasi, agli utenti verrà chiesto di tanto in tanto di fare click sul pulsante Play dei contenuti multimediali ospitati dai siti per i quali si desidera abilitare la riproduzione automatica, così da consentire al browser di conoscere le preferenze di ognuno. La feature è già in fase di rollout per la più recente versione del browser Chrome.

Fonte: Google