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Zuckerberg su chi nega l’Olocausto: “Non va censurato”

Per Mark Zuckerberg chi nega che l'Olocausto sia avvenuto non va censurato su Facebook: le dichiarazioni scatenano tantissime reazioni negative online.

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Facebook difende il diritto degli utenti di sbagliare, anche quando si tratta di negare l’Olocausto. In occasione di un’intervista a Re/Code, Mark Zuckerberg affronta il tema dei contenuti controversi che permangono sul social, che a suo parere non vanno cancellati a meno che non si traducano in danni reali, fisici o in attacchi a persone. Le sue osservazioni hanno però scatenato grandi polemiche online.

Nell’intervista, Zuckerberg ha discusso dei contenuti che Facebook rimuove dal sito e osservato che in Paesi come Myanmar e Sri Lanka la diffusione di discorsi che incitano all’odio può avere conseguenze immediate e disastrose. Ma a suo parere Facebook non deve intervenire sui contenuti, a meno che appunto non si traducano in danni reali per gli individui. Portando un esempio di contenuto che può rimanere sul social, Zuckerberg ha tirato in ballo l’Olocausto infiammando così il popolo del Web:

Sono ebreo e ci sono gruppi di persone che negano che l’Olocausto sia accaduto. Lo trovo profondamente offensivo. Ma alla fine della giornata, non credo che la nostra piattaforma dovrebbe eliminare questi contenuti perché penso che ci siano cose che diverse persone sbagliano. Ma non penso che stiano sbagliando intenzionalmente. È difficile contestare l’intento e capire l’intento.

Per questa ragione Facebook preferisce lasciare sul social questo tipo di contenuti ma, come soluzione, li sposta verso il basso nel feed di notizie in modo tale che lo vedano meno utenti. Ma le controverse parole del numero uno di Facebook creano però indignazione, tanto che anche l’Anti-Defamation League – un’agenzia non governativa ebraica statunitense – è intervenuta per chiarire che Facebook avrebbe un «obbligo morale ed etico» nel bloccare ogni forma di negazionismo sull’Olocausto all’interno del social network.

L’intervista ha scatenato una reazione talmente negativa da parte di così tanti commentatori online, e attirato una così ampia copertura da parte dei media, da aver portato Mark Zuckerberg a correggere il tiro rilasciando una precisazione:

C’è una cosa che voglio chiarire. Personalmente ritengo che la negazione dell’Olocausto sia profondamente offensiva e non ho assolutamente intenzione di difendere l’intento delle persone che lo negano.

Il nostro obiettivo con le false notizie non è quello di impedire a qualcuno di dire qualcosa di falso, ma di impedire che notizie false e disinformazione si diffondano tra i nostri servizi.