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Per Intel il 5G servirà quasi tutto per i video

Stando a una ricerca di Intel lo standard 5G aumenterà la diffusione di streaming video ma anche AR e VR.

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Il 5G non è propriamente dietro l’angolo ma le compagnie più interessate all’argomento si stanno dando da fare per farsi trovare pronte al momento del lancio. Tra queste c’è Intel, tra le prime chipmaker al mondo a realizzare antenne e SoC adatti a vari dispositivi tecnologici, che dal 2020 dovranno potersi connettere allo standard di nuova generazione.

Ma la multinazionale vuole, prima di tutto, comunicare agli utenti a cosa servirà davvero il 5G in termini di praticità e benefici immediati. Grazie a una ricerca svolta insieme all’agenzia Ovum, Intel ha individuato gli utilizzi che prenderanno il meglio del 5G per diffondersi in misura maggiore tra le persone. A farla da padrone sarà lo streaming video, con il 90% dei provider convinti di poter raggiungere con il 5G qualità di trasmissione migliore e più in linea con i tempi.

Ma non solo: tecnologie considerate ancora in via di consolidamento, come AR e VR, potranno sfruttare la rete 5G per diventare più indipendenti dai sistemi attuali, il che vorrà dire semplificare la produzione di visori e occhialini non solo in grado di far girare app e giochi salvati in memoria e con una potenza computazionale locale ma anche di abilitare forme di interazione hostate in rete, prive di latenze e rallentamenti di sorta.

Ma il report di Intel è anche una sorta di avviso all’azione per alcuni segmenti dell’industria dell’intrattenimento visto che afferma come il 5G porterà investimenti pari a 1,3 trilioni di dollari, per chiunque sarà capace di creare piattaforme ottimizzate per lo standard. La domanda degli utenti per contenuti multimediali crescerà inevitabilmente e così il ruolo delle compagnie che sapranno approcciare il mercato in maniera idonea, lasciandosi alle spalle i protocolli attuali.

Secondo Ovum, il consumo medio mensile su reti mobili sarà, con il 5G, pari a 11,7 GB per abbonato e addirittura 84,4 GB nel 2028, arrivando ad occupare il 90% di tutto il traffico globale. Questo vuol dire che anche le telco dovranno impegnarsi per offrire pacchetti dati estesi, ben oltre le soglie che abbiamo oggi.