QR code per la pagina originale

Google troppo rigida per sviluppatori Android

Su Reddit, è scoppiata una polemica sull'eccessiva severità di Google nei confronti degli sviluppatori Android che vogliono pubblicare sul Play Store.

,

Capita spesso che uno sviluppatore si veda rimosso un gioco (o un’app) da uno store digitale senza apparenti motivi, lo abbiamo visto sul PlayStation Store e svariate volte su Steam (la piattaforma di Valve).

Può capitare di violare inavvertitamente determinate regole, e le società proprietarie dei negozi virtuali non sono certo clementi con chi commette certi sbagli, provvedendo all’eliminazione del contenuto e – nel caso peggiore – al blocco dell’account dello sviluppatore.

Adesso è Google a finire nell’occhio del ciclone: la società è stata infatti accusata da un utente Reddit di essere troppo rigida nei confronti degli sviluppatori Android, talvolta puniti con eccessiva severità e senza la possibilità di appello. Per chi vive di app e giochi questo può essere un duro colpo, in quanto equivale a negargli fonti di guadagno (che nel caso di società con dipendenti si traduce in budget limitato per gli stipendi, un brutto guaio).

È pur vero che le misure adottate da Google sono tanto rigide per evitare che alcuni sviluppatori se ne approfittino, anche perché gestire un negozio vasto quanto il Play Store non è certo cosa di poco conto: tra applicazioni e videogiochi, BigG deve avere mille occhi su ciò che viene autorizzato al fine di garantire una certa sicurezza.

Lo sviluppatore che ha aperto la discussione sul forum ha inoltre contattato l’Unione Europea, che ha risposto, sì, di aver preso misure contro l’azienda americana, ma in riferimento a Google Shopping e di Google Search – tutt’altro argomento quindi. Se da un lato possiamo comprendere la frustrazione di alcuni sviluppatori che si vedono negato l’accesso al Play Store magari per un cavillo, dall’altro capiamo quanta responsabilità abbia BigG su app e giochi messi in commercio tramite il suo store digitale.

Fonte: AndroidWorld • Immagine: Pixabay