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Lenovo Intelligent Futures, il lavoro del domani

Lenovo porta a Milano il suo roadshow Intelligent Futures con cui fa il punto sulle tecnologie che cambiano le modalità di lavoro.

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Entro un anno gli ambienti di lavoro come li conosciamo oggi non esisteranno più. Anzi, lo smart working ha già cambiato molti contesti, trasformando gli uffici, spesso svuotandoli, a favore di una modalità agile di produttività, senza legami di tempo e spazio.

Lo sa bene Lenovo che da anni produce macchine per il professionista e l’azienda. Gli storici ThinkPad, declinati anche in oggetti convertibili ed estremamente versatili, hanno accompagnato l’evoluzione del lavoro, spingendo sulla creazione di un perimetro intelligente che circonda l’utente stesso, nelle macchine che usa per connettersi alla rete della compagnia, in tutta sicurezza e tranquillità. Di questo, e di molto altro, si è parlato all’evento Lenovo Intelligent Futures, tappa italiana del roadshow che la compagnia porta in giro per l’Europa, con l’obiettivo di delineare gli sviluppi che si stanno susseguendo nel mondo delle imprese, che inevitabilmente si incrocia con quello degli utenti singoli.

“Il paradigma a cui eravamo abituati, quello secondo il quale le aziende mettevano al centro delle proprie strategie il cliente, non è cambiato ma si è evoluto. Da ciò che in Lenovo chiamiamo customer centricity si è passati alla cosiddetto Intelligent Transformation, ovvero un flusso con cui si unisce l’attenzione al consumatore con la necessità di forgiare su di essi i dispositivi che portiamo sul mercato. Questo perché crediamo che la tecnologia, grazie alla capacità di motivare i talenti, è un importante fattore abilitante nell’impresa moderna, che può  liberare il potenziale del più importante valore di ogni azienda: le persone che ne fanno parte – sono state le parole di Emanuele Baldi, Amministratore Delegato e General Manager di Lenovo per l’Italia, che ha dato il via a Intelligent Futures.

Il senso voluto dare da Lenovo al mondo attuale è che quello che ci ritroviamo dinanzi non sono solo dispositivi, belli e funzionali, ma porte di accesso verso infinite possibilità di sviluppo e creazione, realizzate tramite team di lavoro, sempre più lontani fisicamente ma uniti nelle progettualità.

Sintesi produttiva

Ovviamente la visione della multinazionale guarda a oggetti tangibili, computer e notebook, che a tali necessità devono dar seguito. Ecco allora il ThinkSmart Hub 500, lanciato a maggio, oppure il ThinkPad X1 Extreme, visto ad agosto, due strumenti in grado di trasformare gli spazi professionali rendendoli più snelli e leggeri, per incontrare le esigenze non solo di smart working ma anche di co-working, collaboration e continuità lavorativa.

La forza del cloud

Niente più mura, nessun limite definito da ambienti ben precisi ma la sensazione che oggi sia tutto più “liquido” perché semplice e accessibile. Pensiamo al cloud, per Lenovo la spinta che ha generato questa rivoluzione copernicana dell’enterprise. Dieci anni fa avremmo detto che per editare un file non ci sarebbe stato bisogno di averlo concretamente sul PC ma sarebbe bastato un collegamento a internet? Il cloud smaterializza la dimensionalità del lavoro, che pur sempre deve avere un minimo di parvenza di tempo ma slegata da qualsiasi luogo. Questo vuol dire che è plausibile essere raggiungibili sempre e dovunque? Ovviamente no ma l’innovazione tecnologica ha restituito a molte imprese vantaggi assoluti, tanto da dare maggiore importanza al risultato finale piuttosto che alle modalità con cui questo viene raggiunto.