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Assistente Google su iOS: come averlo

Grazie a un'app dedicata anche l'iPhone può sfruttare l'Assistente Google e impartire comandi allo smartphone al posto di Siri.

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Assistente Google è il concorrente diretto di Siri su Apple, Bixby sui Galaxy e Cortana sui dispositivi Microsoft. Nonostante ciò, la sua presenza si è presto sparsa al di fuori di Android e degli speaker di Big G. Oggi troviamo l’Assistente praticamente ovunque, anche nelle automobili e su vari oggetti IoT. Addirittura, con un paio di hack, è possibile avere il software AI a bordo dei comunissimi PC Windows, che possono così sfruttare le potenzialità degli algoritmi di Mountain View per fare domande e ricevere risposte veloci e coerenti, anche in modalità “conversazione continua“.

Il bello è che chi non è soddisfatto dell’assistente di default del proprio device, può benissimo optare per Assistente Google, pure su un iPhone. In questo caso non servono trucchi del mestiere ma solo un paio di passaggi per attivare la funzione e godere dei benefici del machine learning fatto app.

Il setup

Innanzitutto, bisogna scaricare l’app gratuita dell’Assistente Google dall’App Store di Apple e accedere all’account Google. L’azione chiederà l’autorizzazione per avere posizione e microfono del melafonino, non c’è modo di negarlo, se si vuole usare pienamente l’app. Da qui si verrà indirizzati alla schermata principale, dove trovare già degli esempi di domande. Se si vuole, in seguito, conoscere le funzioni principali basterà chiedere: “Che cosa puoi fare?”

Come usarlo

Per fare una domanda, c’è da cliccare l’icona del microfono nella parte inferiore della schermata e poi parlare oppure, in alternativa, aprire la tastiera per far apparire i tasti così da inserire manualmente la domanda.

Più opzioni

Nella parte in alto a destra della schermata della chat, c’è un’icona blu. Basta toccarla per accedere a più opzioni nell’app Assistente. Il menu che apparirà avrà due schede: Esplora e I tuoi contenuti. Esplora suggerisce diverse cose da chiedere all’Assistente di Google e consiglia vari add-on (noti anche come “skill” su Alexa), con i quali integrare altre app, come Spotify.

Le impostazioni

Sotto le Opzioni, accanto alla scheda I tuoi contenuti, ci sono tre punti orizzontali. Questa icona apre una scheda che fornisce l’accesso all’account, impostazioni, attività e funzionalità aggiuntive come aiuto e invio di feedback. Selezionare Account per gestire quale account Google è collegato all’app Assistente. Le impostazioni permetteranno di aggiungere opzioni di pagamento e gestire dispositivi e servizi, mentre Attività mostra una cronologia di tutto ciò che un utente ha fatto con l’Assistente.

Ma Siri?

La prima differenza tra Assistente Google e Siri è che quest’ultima è integrata in iOS, dunque ha accesso a molte più funzioni di base dello smartphone. Se per attivarla basta tener premuto il pulsante home dell’iPhone oppure dire “Hey Siri“, l’Assistente Google non si può svegliare che con un click sull’app specifica, anche perché non si può rimappare il tastino del telefono per lanciare un software diverso da Siri.

Chiamate e testi

Se ci si chiede allora cosa può fare Assistente Google con parti profonde dell’iPhone, la risposta è che è sia in grado di effettuare telefonate che far interagire con i messaggi. Nel primo caso, basterà dire “Chiama papà”, per avere una visuale sul contatto da chiamare, confermando o cancellando la scelta. Nel secondo caso, “Manda un messaggio a papà”, aprire l’app Messaggi ma senza l’opportunità di creare il testo con la sola voce, cosa che Siri fa tranquillamente.

La musica preferita

Si può inoltre riprodurre musica utilizzando l’Assistente Google, ma anche qui, l’esperienza non è delle migliori. Quando viene chiesto, per la prima volta, di avviare un brano, si avranno due opzioni: Apple Music o YouTube. Non si hanno ulteriori opportunità di implementazione, con app di default, se non specificando il nome dell’applicazione e chiedendo di suonare brani singoli o playlist. Non ci sono però automatismi, se non quelli che riguardano le due piattaforme precedenti.

Le Google App

Assistente Google funziona bene con le app di Google. Si può inviare un’e-mail tramite Gmail, chiedere indicazioni a Maps o cercare un video su YouTube. Stesse funzionalità eseguite da Siri.

Le restrizioni

Esistono alcune restrizioni su iOS che limitano ciò che l’Assistente Google può fare. La scheda I tuoi contenuti nell’app Assistente Google mostra, ad esempio,  i promemoria, le agende le liste create. Tuttavia, l’Assistente non è ancora in grado di impostare allarmi, sveglie, avviare la fotocamera o postare su social network come Twitter o Facebook. Inoltre, non gestisce app di terze parti, tra cui Whatsapp per inviare un messaggio, a differenza di Siri.