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Google indicizza più pagine mobili delle desktop

Oltre il 50% dei risultati di ricerca che Google indicizza si rivolge alle visite via smartphone, in crescita rispetto a quelle desktop.

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Il trend è evidente: controlliamo più spesso i siti web da smartphone che davanti ad un computer. Per questo, Google ha raggiunto una pietra miliare della sua storia, arrivando a indicizzare più pagine nella loro versione mobile che desktop con un rapporto  di poco oltre il 50%.

Ciò significa che la maggior parte dei siti che finiscono nei suoi risultati di ricerca, lo fanno nella variante ridotta, per telefonino, piuttosto che in quella classica. L’indicizzazione mobile-first è iniziata nel 2016, quando la crescita della navigazione su smartphone ha superato quella via desktop, ma solo all’inizio del 2018 Google ha iniziato a implementare novità specifiche, adatte alla tipologia di contenuto.

Quello che cambia, stando ai piani di Google, è che chi ha creato, per un motivo o per l’altro, una versione mobile del proprio sito con contenuti diversi da quella desktop, potrebbe rincorrere in problemi di indicizzazione per certe chiavi. Per fortuna, il processo di adattamento da parte di Big G non viene attuato in automatico ma sempre attraverso una serie di notifiche inviate agli amministratori dei portali.

Un messaggio nella Console di Ricerca (Search Console) avviserà lo spostamento sull’indicizzazione mobile-first, peraltro da verificare anche attraverso lo “Strumento di verifica URL”. Se la migrazione è andata a buon fine, verrà indicato l’avvio della scansione di Googlebot, con la data in cui è avvenuta l’ultima volta. Google afferma che “se il sito utilizza tecniche di progettazione reattive, non dovresti avere problemi”, il che non è mai, completamente, detto.

Quello che bisogna tenere a mente è che ranking e indicizzazione sono due cose separate, ognuna con scopi, obiettivi ed elementi di classificazione differenti. Solo perché Google ha fatto evolvere le modalità in cui indicizza, non vuol dire che stia cambiando anche il modo in cui classifica i siti web.

Fonte: Seroundtable • Immagine: Pexels