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Da D-Wave un computer quantistico da 5 mila qubit

D-Wave ha annunciato la strada che ci porterà verso la realizzazione del computer quantistico di nuova generazione, pronto per metà 2020.

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D-Wave Systems ha presentato la roadmap per il suo computer quantistico da 5 mila qubit. I componenti della piattaforma di nuova generazione arriveranno sul mercato entro la metà del 2020, quando dunque l’unità di elaborazione (QPU) dovrebbe trovare la luce per le prime applicazioni di business.

Il sistema completo sarà disponibile tramite l’accesso via cloud e per l’installazione on-premise tra poco più di un anno. Troppo? Per il normale mercato dei computer si ma qui siamo in un ordine di cose decisamente diverso. Il calcolo quantistico sfrutta i qubit per eseguire operazioni che sarebbero molto più difficili per un terminale classico. Le cifre binarie (bit) sono le unità di base delle informazioni nel calcolo tradizionale mentre i bit quantistici (qubit) costituiscono il calcolo quantico. I bit sono sempre in uno stato 0 o 1 mentre i qubit possono essere in uno stato di 0, 1 o una sovrapposizione dei due.

Oltre allo sviluppo dell’hardware, la compagnia si concentra molto sull’ottimizzazione di ciò che una macchina del genere dovrebbe fare. Per questo, a ottobre dello scorso anno D-Wave ha lanciato D-Wave Leap, un servizio cloud per gli sviluppatori che eseguono le loro applicazioni open source sui propri computer quantistici. Oggi, la società canadese ha promesso di permettere ai developer di eseguire e creare app sulla piattaforma di calcolo quantistico di nuova generazione acquistando ore di utilizzo attraverso Leap. In questo modo, anche ricercatori, governi, istituzioni e aziende potranno beneficiare del sistema, senza spendere troppo.

Vale la pena ricordare che il primo 2000Q di D-Wave è stato lanciato a gennaio del 2017 con una potenza di 2 mila qubit, raddoppiando le dimensioni del suo predecessore. La macchina in via di definizione farà ancora di più, con D-Wave che si aspetta che la piattaforma da 5 mila qubit possa veicolare usi con ben pochi limiti rispetto a velocità e qualità dei calcoli. Ciò dovrebbe consentire ai programmatori di accedere ad un universo più grande, denso e potente per la creazione di applicazioni quantistiche commerciali.