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Amazon apre un polo logistico nelle carceri

Amazon sottoscriverà un accordo con il Dipartimento di amministrazione penitenziaria per aprire all'interno di due carceri italiani un mini polo logistico.

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Amazon aprirà un polo logistico all’interno delle carceri di Torino e Roma. Questa nuova e curiosa iniziativa dell’azienda americana è stata annunciata dal direttore del penitenziario delle Vallette di Torino, Domenico Minervini, all’interno del quale sarà creato un primo polo logistico. All’interno del carcere di Rebibbia, a Roma, sarà aperto un altro polo logistico targato anche ePrice. L’intesa tra Amazon e il Dipartimento di amministrazione penitenziaria sarà firmata il prossimo 30 di maggio.

Non si conoscono tutti i dettagli di questo accordo ma l’intesa prevede che alcuni detenuti dei due penitenziari vengano assunti come magazzinieri. Per quanto riguarda il progetto di Torino, questo mini polo logistico del colosso americano sarà costruito all’interno delle mura del Lorusso e Cutugno. Più nello specifico, sarà ristrutturato un capannone che sarà adibito alle attività di logistica di Amazon dove lavoreranno una decina di detenuti. Queste persone saranno regolarmente pagate anche se i dettagli economici del contratto non sono stati ancora comunicati. Non è stato specificato, al momento, nemmeno quali saranno i criteri con cui saranno scelti i lavoratori.

Maggiori dettagli di questi progetti saranno svelati nei prossimi giorni. Trattasi di un’iniziativa molto interessante che permetterà di offrire ai detenuti più possibilità di occupazione all’interno delle carceri. Un modo per offrire alle persone esperienze ed opportunità che potranno essere utilizzate anche al termine della pena.

Tuttavia, Bruno Mellano, garante regionale dei detenuti, dando parere favorevole al progetto, sottolinea come sia necessario un piano di maggiore respiro in vista di un futuro reinserimento nella società di queste persone.

Sono favorevole a tutte le lavorazioni che si fanno dentro gli istituti di pena bisogna però mettere dei paletti, per garantire la continuità delle assunzioni anche dopo l’uscita del detenuto dal carcere. Non conta il singolo progetto, ma bisogna progettare un discorso complessivo sul lavoro in carcere in vista del reinserimento nella società.

Fonte: La Stampa • Immagine: Jonathan Weiss via Shutterstock