Huawei accusa FedEx di non consegnare i pacchi

Secondo Huawei, FedEx dirotta negli Stati Uniti i pacchi provenienti da varie località e destinati agli uffici in Cina: i casi di Giappone e Vietnam.

La continua e conosciuta lotta tra gli Stati Uniti e Huawei sta assumendo contorni francamente comici. Adesso pare che alcuni pacchi provenienti dall’estero e indirizzati a varie sedi della cinese in patria, trasportati via FedEx, vengano dirottati negli Stati Uniti.

Huawei ha dunque accusato FedEx di deviare almeno due pacchetti destinati alla Cina, cercando di rimandarli in uffici di controllo statunitensi. Stando alle prime comunicazioni di Huawei, nessuno di questi conteneva tecnologie o orpelli tecnici e hardware ma solo documenti commerciali. Ovviamente questo non vuol dire che l’azione di FedEx, se appurata, sia meno grave del previsto.

Il gigante della tecnologia è arrivato al punto di fornire screenshot dei record di tracciamento, ottenuti anche in maniera casuale, ovvero perché questi pacchi proprio non volevano arrivare. Un portavoce del big di Shenzen ha affermato che le presunte deviazioni minano la fiducia con il vettore, e dunque la società dovrebbe rivedere i suoi accordi logistici.

Dal canto suo, FedEx ha detto che i pacchetti sono stati deviati “per errore”, negando che il governo degli Stati Uniti o chiunque altro abbia chiesto di inviarli da qualche altra parte. PAre inoltre abbia lavorato costantemente a contatto con Huawei per sopperire e restituire il dovuto nel più breve tempo possibile. Anche se la vicenda avrebbe assunto ben altra valenza in tempi più calmi, oggi illustra la crescente tensione post divieto commerciale degli Stati Uniti verso Huawei. Quest’ultima ha già visto molti dei suoi partner più importanti negli States, tra cui Google e Intel, interrompere bruscamente il business. Qualora dietro il dirottamento vi fossero qualche dubbio in più circa il coinvolgimento del Dipartimento del Commercio, beh, attendiamoci allora una prima, rapida e finale risposta della Cina in materia, ad esempio l’esclusione dal mercato nazionale di tutte le compagnie native americane.

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