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Google scova vulnerabilità negli iPhone

Google ha scoperto una serie di bug che permetterebbero a utenti malintenzionati sfruttare iMessage per hackerare gli iPhone.

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Un team di bug-hunter di Google (noto con il nome Project Zero) ha condiviso i dettagli di cinque difetti individuati nel software iMessage di Apple, che potrebbero rendere gli iPhone vulnerabili all’hacking. Sfruttando uno di essi, i ricercatori hanno affermato, il dispositivo sarebbe stato così esposto a un attacco che l’unico modo per salvarlo era quello di eliminare da esso tutti i dati.

Un altro, invece, potrebbe essere usato per copiare file da un dispositivo, senza che il proprietario faccia nulla per dare il via all’hacking; naturalmente Apple si è apprestata a pubblicare una patch correttiva la scorsa settimana, ma i ricercatori di Google hanno affermato di aver successivamente segnalato un sesto problema all’azienda di Cupertino, che non era stato corretto nell’aggiornamento del suo sistema operativo mobile.

Tutte le vulnerabilità scoperte dai ricercatori sono “interactionless”, ciò significa che possono essere sfruttate da terzi senza alcuna interazione da parte dell’utente, attraverso il client iMessage. Quattro dei bug in questione funzionano con l’invio di un messaggio, da parte di un utente malintenzionato, contenente un codice dannoso a un telefono senza patch, e vengono azionati non appena il proprietario del dispositivo apre il messaggio in questione.

Il team di Project Zero di Google è stato istituito a luglio 2014 per scoprire vulnerabilità informatiche precedentemente non documentate. In precedenza ha segnalato a Microsoft, Facebook e Samsung, tra gli altri, problemi con i loro codici. Intanto il colosso della ricerca continua a fornire nuovi dettagli su Pixel 4, il prossimo modello della sua linea di smartphone: nelle scorse ore è stato rivelato che il dispositivo potrà contare su una tecnologia Air Gesture e sullo sblocco del telefono tramite il riconoscimento facciale (migliorata grazie al radar).

Fonte: The Verge • Immagine: Unsplash
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