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Oculus Connect 6, tutte le novità per Half Dome

Durante la conferenza Oculus Connect 6 sono stati mostrati due nuovi prototipi del visore Half Dome con sistema varifocale meccanico ed elettronico.

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Durante il primo giorno della conferenza Oculus Connect 6 sono state annunciate importanti novità per Oculus Quest. L’azienda di Menlo Park ha fornito anche interessanti aggiornamenti su Half Dome, il prototipo del visore per la realtà virtuale mostrato lo scorso anno. Michael Abrash, responsabile del Facebook Reality Lab, ha svelato due nuovi prototipi con vari miglioramenti rispetto al primo modello.

L’originale Half Dome, presentato a maggio 2018, aveva un maggiore campo di visione (140 gradi) rispetto a quello di Oculus Rift (110 gradi) e una messa a fuoco variabile che sfrutta un sistema meccanico per muovere le lenti davanti agli occhi. Il prototipo Half Dome 2 è più piccolo e più leggero (circa 200 grammi in meno), quindi offre un maggiore comfort e una migliore ergonomia. Il campo di visione è leggermente inferiore, ma è ancora il 20% più ampio rispetto a quello di Oculus Rift. Il sistema meccanico varifocale utilizza nuovi componenti che riducono l’attrito (e il rumore), garantendo una durata superiore.

Il prototipo Half Dome 3 è invece la corrispondente versione elettronica. Non ci sono infatti parti in movimento, ma lenti a cristallo liquido composte da due elementi ottici: lenti a polarizzazione variabile e lamine a semi-onda commutabili. La lunghezza focale delle lenti cambia in base allo stato della polarizzazione. Applicando una tensione alle lamine è possibile commutare tra due lunghezze focali. Lo switch graduale si ottiene sovrapponendo una sull’altra varie lenti e lamine.

Il sistema varifocale elettronico del visore Half Dome 3

L’immagine spiega il funzionamento del sistema. Quando le lenti sono “spente” viene messo a fuoco l’oggetto più lontano (la pianta). Quando invece le lenti di “accendono” viene messo a fuoco il dinosauro (più vicino). Con sei lenti è possibile lo switch tra 64 piani focali. Ovviamente l’assenza di componenti meccanici ha permesso di ridurre le dimensioni del visore e migliorare l’ergonomia.