Google, Trova il mio dispositivo funzionerà senza linea dati

Google vuole potenziare la funzione Trova il mio dispositivo per renderla fruibile anche senza Internet, come l’app Dov’è di Apple.

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Trova il mio dispositivo è uno dei servizi Google più utili per i possessori di uno smartphone (o tablet o orologio Wear OS) con sistema operativo Android. Attraverso questa funzione chiunque smarrisca il proprio device può sfruttare una connessione Wi-Fi o cellulare per tentare di individuarlo, ovviamente a patto di aver aggiunto un Account Google al proprio dispositivo o aver attivato il servizio, anche tramite app. Ma il colosso di Mountain View vuole ottenere di più, con una versione potenziata della caratteristica sul modello di Dov’è di Apple. Quest’ultimo, infatti, per funzionare non ha bisogno di connessione Internet, visto che è in grado di operare anche attraverso la connettività Bluetooth.

Trova il mio dispositivo


Il nuovo Trova il mio dispositivo di Google dovrebbe quindi funzionare anche senza linea dati, con il segnale che verrebbe raccolto da qualsiasi altro dispositivo Android vicino a quello smarrito, e lo segnalerebbe ai server per aiutare l’utente a trovarlo. In questo modo il sistema sarebbe più funzionale e permetterebbe di rintracciare la sua posizione, ricevere una notifica quando viene localizzato e impostare un codice di accesso che protegge i propri dati.

Secondo indiscrezioni sarebbe possibile anche dare istruzioni su come essere contattati: chi ritrova il dispositivo vedrà il messaggio sulla schermata di blocco. Lo afferma il sito 9to5Google a seguito dell’analisi del codice di una versione beta di Google Play Services. Da questo punto di vista pare che l’azienda voglia affidarsi alla stessa tecnologia alla base di Earthquake Alerts, il suo sistema di rilevamento terremoti. Sfruttando le oscillazioni dell’accelerometro degli smartphone per rilevare le onde sismiche, gli utenti Android riceveranno avvisi automatici di allerta precoce in caso di terremoto nella loro zona.

Coloro che non desiderano ricevere le segnalazioni possono disattivarle nelle impostazioni del dispositivo. Se il telefono rileva una scossa che pensa possa essere un terremoto, invia un segnale al server di rilevamento dei terremoti di Google, insieme a una posizione approssimativa del luogo in cui si è verificata la scossa. Il server raccoglie quindi queste informazioni da centinaia di milioni di telefoni così da capire se in effetti si sta verificando un terremoto, dove si trova e qual è la sua magnitudo. E il nuovo Trova il mio dispositivo dovrebbe agire pressappoco così, con tutti i dispositivi vicini a quello perso che inviano in modo sicuro la sua posizione al Cloud, e l’utente che può vederla nell’app. Tutto in forma anonima e criptata, per tutelare la privacy di ognuno.

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