G20, è accordo totale sulla tassazione delle multinazionali

I ministri delle Finanze e Governatori del G20 hanno raggiunto un accordo sulla global tax per la tassazione delle multinazionali.

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I Ministri delle Finanze e i Governatori delle Banche Centrali hanno raggiunto al G20 di Venezia un accordo sulla tassazione delle multinazionali sulla base di una ripartizione degli utili e di un’aliquota minima del 15%. Di fatto è stata pienamente recepita l’intesa Ocse che introduce la minimum tax sui redditi delle multinazionali e ridistribuisce tra Paesi il prelievo sulle multinazionali.

Un accordo storico


Lo storico accordo era in parte già stato raggiunto al G7 di Carbis Bay, in Cornovaglia, tra i Paesi membri, facendo tra l’altro infuriare il Governo irlandese, che aveva chiesto immediate modifiche al passaggio che prevede che le società multinazionali paghino le tasse dove svolgono le loro attività commerciali, ma ovviamente andava ampliato agli altri Paesi che rappresentano più del 80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta, e che fanno quindi parte del G20, il foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo.

Minimum tax globale del 15%

“Abbiamo raggiunto un accordo storico per un sistema fiscale internazionale più stabile e giusto”, si legge nel documento ufficiale rilasciato a margine della riunione. Un accordo che piace molto a tutti gli stati membri, a cominciare dagli USA, che per bocca della segretaria di Stato al Tesoro, Janet Yellen, esprime soddisfazione:

Il mondo è pronto a far finire la corsa al ribasso della tassazione delle grandi imprese, e c’è un grande consenso su come farlo, con una minimum tax globale almeno del 15%. Su questo, 131 nazioni, rappresentanti per più del 90% dell’economia globale, sono d’accordo. Il mondo ora deve muoversi velocemente per concludere l’accordo.

Anche il ministro dell’Economia italiano Daniele Franco definisce l’intesa sulla global tax “un accordo storico” perché “per la prima volta fissiamo regole per la tassazione delle grandi multinazionali”. La tassazione, secondo Franco, dovrebbe ridurre i margini per la concorrenza fiscale e portare di conseguenza a un sistema impositivo mondiale più equo e coordinato“. I Ministri e i Governatori hanno inoltre avuto uno scambio di opinioni sulle questioni relative al supporto ai Paesi più vulnerabili e al settore finanziario, inclusa la finanza sostenibile.

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