La richiesta economica arriva fino a 220 euro al mese in busta paga a regime, da ottenere prima della scadenza dei Ccnl, fissata al 31 marzo 2027.
La richiesta porta la firma di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che hanno approvato una piattaforma comune da presentare alle associazioni datoriali. Il confronto, però, non è ancora partito. Per questo i 220 euro mensili non sono un aumento già deciso, ma la base da cui i sindacati intendono aprire la trattativa.
L’obiettivo è chiaro: arrivare alla firma prima della scadenza dei contratti ed evitare i ritardi che, in passato, hanno spesso segnato i rinnovi del settore. “Serve recuperare potere d’acquisto”, ribadiscono le organizzazioni dei lavoratori, dopo anni in cui molte retribuzioni del terziario, della distribuzione e dei servizi hanno dovuto fare i conti con il caro prezzi.
Al tavolo andranno definiti non solo l’importo finale degli aumenti, ma anche tempi e modalità di pagamento. Solo allora si capirà quanto finirà davvero in busta paga e con quale calendario.
Chi rientra nei Ccnl Terziario, Distribuzione e Servizi
La platea coinvolta comprende i lavoratori a cui si applicano i Ccnl del Terziario, Distribuzione e Servizi, della Distribuzione moderna organizzata e della Distribuzione cooperativa. Dentro c’è un mondo molto vario: negozi di quartiere, supermercati, ipermercati, discount, catene non alimentari, cooperative di consumo, magazzini e imprese del commercio all’ingrosso.
In base al contratto applicato, rientrano anche addetti dell’e-commerce, personale amministrativo e commerciale, lavoratori delle concessionarie, tecnici e programmatori inquadrati nel terziario, oltre ai dipendenti di molte imprese di servizi rivolti ad aziende o persone. Una mappa larga, non sempre immediata da leggere.
Per capire se si è interessati dal rinnovo, il punto decisivo resta il contratto collettivo nazionale indicato nel rapporto di lavoro o nei documenti aziendali. Non basta, insomma, guardare alla mansione svolta: conta il Ccnl applicato.
Aumenti, scatti e maggiorazioni: cosa chiedono Cgil, Cisl e Uil
Il cuore della piattaforma è l’aumento di 220 euro al mese a regime. Significa l’importo complessivo richiesto una volta completato il percorso degli incrementi. In concreto, se la trattativa dovesse chiudersi con un accordo, gli aumenti potrebbero arrivare in più tranche, secondo un calendario da concordare con le imprese.
Accanto alla parte salariale, Cgil, Cisl e Uil chiedono di intervenire sugli scatti di anzianità, aumentando sia il numero sia il valore degli scatti. La logica, spiegano i sindacati, è riconoscere meglio l’esperienza maturata negli anni, soprattutto in settori dove restare a lungo nella stessa azienda non sempre porta a un adeguato avanzamento economico.
Un altro capitolo riguarda le maggiorazioni per lavoro domenicale, festivo e notturno. Le sigle chiedono compensi più alti per queste fasce, molto diffuse nella grande distribuzione e nei servizi, dove turni e aperture nei giorni festivi sono ormai parte stabile dell’organizzazione del lavoro.
Part-time, domeniche e nuove tecnologie: gli altri nodi della trattativa
Nel pacchetto sindacale c’è anche il tema del part-time involontario, considerato uno dei punti più delicati del settore. La richiesta è alzare l’orario minimo contrattuale, favorire il passaggio al tempo pieno e stabilizzare le ore supplementari svolte con continuità, quando di fatto diventano un impegno ordinario.
Sulle domeniche lavorate, i sindacati chiedono un tetto massimo e il rispetto della volontarietà, con tutele più forti per chi assiste familiari o vive situazioni di fragilità. È un tema destinato a pesare nel confronto, perché tocca da vicino l’organizzazione dei turni nei punti vendita, nei supermercati e nelle grandi catene.
La piattaforma guarda poi a sanità integrativa, previdenza complementare, genitorialità e revisione degli inquadramenti professionali. C’è spazio anche per il ruolo della contrattazione nell’arrivo di nuove tecnologie e intelligenza artificiale nelle aziende: un passaggio che, secondo i sindacati, deve accompagnare i cambiamenti delle mansioni senza lasciare soli i lavoratori davanti alla riorganizzazione del lavoro.