Spese studenti, ti spetta il rimborso e non lo sai: come recuperare i soldi velocemente

Spese studenti, ti spetta il rimborso e non lo sai: come recuperare i soldi velocemente

Le famiglie con figli con DSA, ma anche gli studenti maggiorenni che ne hanno diritto, possono recuperare nel modello 730/2026 una parte delle spese sostenute nel 2025 per strumenti didattici e informatici.

Il rimborso passa dalla detrazione Irpef del 19%, pensata per aiutare l’autonomia scolastica fino alla fine delle superiori. Se ne parla poco, ma può valere su acquisti già fatti durante l’anno: dal computer con programmi di videoscrittura alla sintesi vocale, a patto che ci sia un legame con la diagnosi.

Il punto, come ricordano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, è arrivare al 730 con le carte in ordine: certificazione, documenti di spesa e indicazione corretta in dichiarazione.

Scrivania di studio con scontrini, calcolatrice, laptop e tablet, mentre due persone ordinano i documenti

Detrazione DSA al 19%: chi può chiederla e fino a quando spetta

La detrazione per studenti con DSA spetta per le spese sostenute a favore di alunni e studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, minorenni o maggiorenni, fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. In altre parole, fino alla fine delle superiori. Non riguarda solo i genitori con un figlio fiscalmente a carico: può chiederla anche il contribuente per sé stesso, se ci sono i requisiti.

Il riferimento resta la legge 170 del 2010, che riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come disturbi specifici dell’apprendimento in campo scolastico. La regola è semplice: la spesa deve essere collegata al disturbo certificato. Non basta comprare un dispositivo genericamente utile. Serve un nesso chiaro tra lo strumento acquistato e le difficoltà indicate nella diagnosi.

La detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, ma dal periodo d’imposta 2020 cambia in base al reddito complessivo: fino a 120.000 euro resta piena, tra 120.000 e 240.000 euro si riduce gradualmente, oltre 240.000 euro non spetta. A questo si aggiungono i limiti della legge di Bilancio 2025 sul tetto delle spese detraibili, legati al reddito e alla presenza di figli a carico.

730/2026, quali strumenti e sussidi si possono scaricare

Nel 730/2026 si possono portare in detrazione le spese per strumenti compensativi e sussidi tecnici o informatici necessari all’apprendimento. Sono gli strumenti che aiutano lo studente a superare, o almeno a compensare, una difficoltà precisa. Un supporto concreto, spesso usato ogni giorno.

Le Linee guida allegate al decreto del ministero dell’Istruzione del 12 luglio 2011 citano, tra gli esempi più comuni, la sintesi vocale, che trasforma la lettura in ascolto, il registratore per seguire le lezioni senza prendere appunti in tempo reale, i programmi di videoscrittura con correttore ortografico, la calcolatrice, le mappe concettuali, le tabelle e i formulari.

Possono rientrare anche strumenti di uso comune, come un computer, quando serve per usare software specifici o per facilitare la scrittura, l’accesso alle informazioni e la comunicazione.

Attenzione però: un portatile comprato per tutta la famiglia non diventa automaticamente detraibile. Deve essere necessario rispetto al tipo di DSA diagnosticato e coerente con la prescrizione o con la documentazione sanitaria. È proprio su questo passaggio che, nei Caf, spesso si concentrano i controlli prima dell’invio della dichiarazione.

Certificazione DSA, fatture e codice 44: le carte da non perdere

Per ottenere il rimborso nel modello 730/2026, bisogna conservare la certificazione DSA rilasciata dal Servizio sanitario nazionale, da uno specialista o da una struttura accreditata. Nel documento devono risultare la diagnosi del disturbo e il legame tra il bisogno dello studente e gli strumenti acquistati.

La certificazione richiama le “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, riferimento usato per riconoscere l’agevolazione. Servono poi fatture o scontrini parlanti, con il codice fiscale del soggetto con DSA e la descrizione del bene acquistato o del servizio usato.

Sembra un dettaglio burocratico, ma non lo è: senza questi dati la spesa può essere scartata in caso di controllo. Meglio tenere tutto insieme, anche in formato digitale, soprattutto se gli acquisti sono stati fatti in momenti diversi dell’anno.

Nel 730 la spesa va inserita nella sezione Oneri detraibili, ai righi E8-E10, usando il codice 44. Lo stesso codice si usa nel modello Redditi PF, nei righi RP8-RP13. Chi usa la dichiarazione precompilata dovrebbe controllare che l’onere sia presente e corretto; se manca, può inserirlo a mano con l’aiuto del Caf o del professionista. Solo con la documentazione completa il recupero del 19% può arrivare senza intoppi.

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