Un rimedio casalingo semplicissimo sta tornando virale perché promette di migliorare l’aspetto delle cover dello smartphone usando un ingrediente già presente in molte cucine.
Il trucco riguarda soprattutto custodie ingiallite, opache o sporche e punta a rimuovere parte dei residui che si accumulano con l’uso quotidiano. Prima di provarlo, però, conviene capire su quali materiali può funzionare e quando invece è meglio evitare.
Perché la coque raccoglie sporco, grasso e batteri più dello schermo
Lo schermo dello smartphone lo puliamo spesso: una passata con la salvietta, un panno in microfibra, magari anche più volte al giorno. La custodia del telefono, invece, viene quasi sempre dimenticata. Eppure è lei a finire sul tavolo del bar, nella tasca dei jeans, sulla scrivania dell’ufficio o in borsa accanto alle chiavi. Sembra un dettaglio da poco, finché non si guardano bene bordi e angoli.
Con il passare dei giorni, soprattutto sulle cover in silicone trasparente o in plastica chiara, si depositano impronte, polvere, residui grassi e piccole impurità. Lo sporco si infila vicino ai tasti, intorno al foro della fotocamera, nelle fessure più strette. “Sembra pulita, poi la togli e capisci che non lo è”, ha raccontato una commessa di un negozio di accessori per smartphone a Milano, dove le richieste di cover nuove aumentano quando quelle vecchie cominciano a ingiallire.
Il motivo per cui in tanti stanno provando il vinaigre blanc, cioè il comune aceto bianco, è legato all’acido acetico, che aiuta a sciogliere alcuni depositi superficiali. Niente miracoli, però. Non è un trattamento professionale e non fa tornare nuova qualsiasi cover. È un rimedio domestico, utile contro lo sporco di tutti i giorni, a patto di usarlo con buon senso.
Come pulire la cover: toglierla dal telefono, poco liquido e asciugatura completa
La prima regola è anche quella che molti saltano: prima di pulire bisogna rimuovere la custodia dal telefono. Sempre. Anche poche gocce di liquido non devono arrivare vicino allo smartphone, soprattutto a porte di ricarica, altoparlanti e pulsanti laterali. Meglio perdere mezzo minuto in più che rischiare un danno al dispositivo.

Pulizia di una cover ingiallita con panno e soluzione in ciotola, con lo smartphone tenuto lontano dai liquidi.
Per pulire la cover con aceto bianco, il modo più prudente è usare una miscela semplice di acqua e aceto, passata con un panno morbido appena inumidito. Appena, non zuppo. Il panno va passato sul retro, sui bordi e negli angoli, dove impronte e residui tendono ad attaccarsi di più. Non serve strofinare con forza: qualche passata lenta basta per rimuovere lo sporco leggero.
Alla fine, la custodia va ripassata con un panno pulito e asciutto. Poi meglio lasciarla qualche minuto all’aria, magari sopra un asciugamano, prima di rimettere dentro il telefono. È un passaggio importante: una cover non perfettamente asciutta può trattenere umidità tra custodia e smartphone, con conseguenze poco piacevoli nel tempo.
Silicone, plastica e pelle: dove l’aceto si può usare e dove è meglio evitare
Il rimedio è più adatto alle custodie in plastica rigida e alle cover in silicone, materiali che di solito sopportano meglio una pulizia veloce con acqua e poco aceto. Anche qui, però, conviene fare prima una prova su un punto nascosto, soprattutto se la cover è colorata, stampata o lucida.
Altro discorso per le cover in pelle, ecopelle, tessuto o con inserti decorativi. L’acidità dell’aceto bianco può rovinare la superficie, renderla opaca o lasciare aloni difficili da togliere. In questi casi è più sicuro usare un prodotto adatto al materiale oppure un panno appena umido, senza insistere. “Sulla pelle meglio non improvvisare”, spiegano spesso nei negozi di riparazione e accessori.
Chi non ha aceto in casa può comunque pulire la custodia con acqua tiepida e sapone delicato, più che sufficienti per una pulizia normale. Per bordi e fessure può aiutare una vecchia spazzolina da denti a setole morbide, usata senza premere troppo.
Il punto è questo: il trucco dell’aceto nella custodia del telefono può funzionare ed è economico, ma solo se si conosce il materiale della propria cover e non la si tratta come una superficie qualunque.