Un nuovo aiuto fino a 400 euro potrebbe diventare importante per molte famiglie che ogni giorno devono sostenere spese legate agli spostamenti.
La misura è pensata per chi ha un Isee più basso e utilizza con regolarità mezzi pubblici o altri servizi di mobilità. Rispetto ai vecchi incentivi, il nuovo sistema dovrebbe funzionare in modo più selettivo, con una graduatoria a punti e importi diversi in base alla situazione personale. La procedura completa, però, dipenderà ancora dal decreto attuativo previsto nei prossimi mesi.
Dal voucher da 60 euro al credito digitale: che cosa cambia con il nuovo incentivo
Il nuovo aiuto prenderà il posto del vecchio bonus trasporti nazionale da 60 euro, il voucher usato negli anni scorsi per comprare abbonamenti ai mezzi pubblici e non rinnovato per il 2026. La novità più evidente è il passaggio a un conto di mobilità: in pratica, un credito personale caricato su un portafoglio digitale intestato al beneficiario.
Non sarà quindi un contributo uguale per tutti, ma un sostegno calcolato in base alla situazione economica e alle reali necessità di spostamento. La misura rientra nel Fondo sociale per il clima dell’Unione Europea, nato per aiutare famiglie e microimprese più esposte durante la transizione energetica.
Sullo sfondo c’è anche il nuovo sistema europeo Ets2, atteso a pieno regime nel 2028: riguarderà i fornitori, ma una parte dei maggiori costi potrebbe arrivare anche ai consumatori, compresi gli utenti del trasporto. Da qui la scelta di prevedere una forma di protezione. “L’obiettivo è accompagnare la transizione senza scaricare tutto sui redditi più bassi”, spiegano fonti di governo citate nella documentazione preparatoria.
Isee, distanza e categorie prioritarie: come funzionerà il sistema a punti
Per ottenere il bonus da 400 euro non dovrebbe tornare il vecchio meccanismo del click day. Le domande, secondo lo schema previsto, saranno raccolte e poi ordinate con una graduatoria a punti, fino a un massimo di 100. Il primo criterio sarà l’Isee: 60 punti per chi è sotto i 10 mila euro, 45 punti per chi si trova tra 10 e 15 mila euro, 25 punti per chi rientra nella fascia tra 15 e 20 mila euro.

Pendolare controlla sullo smartphone i servizi di mobilità – Webnews.it
Sotto i 20 mila euro si potrà quindi entrare nella platea; sopra, salvo cambiamenti nel decreto, no. Peserà anche la distanza tra casa e luogo di lavoro o studio: oltre 30 chilometri varranno 20 punti, tra 10 e 30 chilometri 10 punti, sotto i 10 chilometri 5 punti. Per disoccupati, autonomi e lavoratori precari si guarderà alla destinazione abituale, un aspetto importante per chi non ha una sede fissa.
Altri 10 punti andranno a chi non possiede un’auto, e altri 10 a chi ha avuto di recente un abbonamento ai trasporti. Alcune categorie, tra cui persone con disabilità, caregiver e cittadini costretti a spostarsi per terapie continuative, dovrebbero ottenere direttamente il punteggio massimo.
Importi, QR code e piattaforma online: come spendere il bonus entro 12 mesi
Gli importi dipenderanno dalla posizione in graduatoria. Chi arriverà ad almeno 80 punti potrà ricevere il contributo massimo da 400 euro, con una platea stimata in non più di 300 mila persone. Tra 55 e 79 punti il bonus dovrebbe scendere a 200 euro, fino a circa 350 mila beneficiari.
Tra 35 e 54 punti l’importo previsto è di 100 euro, per un massimo di circa un milione di posizioni. Sotto i 35 punti, secondo le ipotesi oggi sul tavolo, non dovrebbe arrivare alcun contributo. Il credito dovrà essere usato entro 12 mesi dall’erogazione e non sarà cumulabile con altri sconti locali per i trasporti, come quelli di Regioni o Comuni.
All’inizio l’utilizzo dovrebbe passare da un QR code, da mostrare al momento dell’acquisto; poi la gestione dovrebbe spostarsi su una piattaforma online dedicata. Resta ancora da capire quali titoli si potranno comprare: il decreto dovrà dire se il conto di mobilità coprirà solo biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale oppure anche taxi, noleggio con conducente e altri servizi. Fino ad allora, la procedura resta tracciata, ma non ancora aperta.