È una delle nuove regole europee sui pagamenti, pensata per ridurre errori, truffe e versamenti finiti sul conto sbagliato. Vale per i bonifici istantanei e per quelli ordinari, allo sportello come da home banking o dall’app. Il controllo, spiegano gli istituti ai clienti, richiede pochi secondi e non comporta costi in più. Ma attenzione: se compare un avviso, l’ultima parola resta comunque a chi sta pagando.
Con la nuova procedura, prima di autorizzare il bonifico la banca verifica in automatico la corrispondenza tra Iban inserito e dati del beneficiario indicati dal cliente. In sostanza, quando si scrive il nome della persona o della società che deve ricevere il denaro, il sistema chiede alla banca del destinatario se quei dati risultano collegati al conto indicato.
È un passaggio rapido, spesso quasi impercettibile per chi usa l’app, ma importante. Nel linguaggio bancario si chiama verifica del beneficiario, o Verification of Payee, ed è prevista dalle regole europee sui pagamenti in euro. Gli esiti possono essere tre: corrispondenza piena, corrispondenza parziale oppure verifica non riuscita.
Nel primo caso si va avanti senza avvisi; negli altri compare un messaggio. “Controllare nome e Iban prima di confermare”, è la formula che molte banche stanno mostrando nelle schermate informative.
Avviso di discrepanza: quando arriva e cosa significa per il cliente
L’avviso di discrepanza appare quando il nome del beneficiario non coincide, in tutto o in parte, con l’intestatario del conto legato all’Iban digitato. Può dipendere da un errore banale: una lettera saltata, un cognome incompleto, una ragione sociale scritta in modo diverso.
Oppure può voler dire che quell’Iban appartiene a un soggetto diverso da quello che il cliente pensa di pagare. La banca, però, non valuta il rapporto tra chi invia e chi riceve il denaro. Segnala l’anomalia, chiede una conferma e lascia al cliente la scelta: correggere i dati o andare avanti. “Il bonifico non viene bloccato in automatico”, precisano gli istituti nelle informative.
Lo scopo è mettere chi paga davanti a un campanello d’allarme prima dell’ultimo clic. Pochi secondi che, in caso di truffa, possono fare la differenza.
Bonifici istantanei e ordinari: le regole comuni nell’area SEPA
I controlli valgono sia per i bonifici istantanei sia per i bonifici ordinari nell’area SEPA, la Single Euro Payments Area che rende omogenei i pagamenti in euro tra i Paesi aderenti. I bonifici istantanei permettono di trasferire denaro da un conto all’altro in meno di dieci secondi, ogni giorno e a qualunque ora, anche di notte o nei festivi.
Proprio per questo il controllo prima dell’invio pesa di più: una volta partito, il denaro arriva quasi subito. Le nuove regole europee stabiliscono inoltre che le banche dell’area euro che offrono bonifici ordinari debbano permettere anche la ricezione dei bonifici istantanei e, via via, l’invio dagli stessi canali già usati dai clienti.
In Italia, il costo del bonifico istantaneo deve essere allineato a quello del bonifico ordinario previsto dallo stesso istituto. Se il bonifico online tradizionale è gratuito, quindi, non si può far pagare di più solo perché l’accredito avviene in tempo reale.
Errori e truffe: perché l’operazione può comunque partire
Il punto più delicato è questo: anche se compare un avviso, il bonifico può essere comunque confermato dal cliente. La banca informa, ma non decide al suo posto. È una scelta pensata per evitare il blocco di pagamenti legittimi, quando la differenza dipende solo da dettagli formali: un secondo nome non indicato, una sigla, una denominazione aziendale abbreviata.
Allo stesso tempo, però, serve più prudenza. Le frodi sui pagamenti digitali fanno spesso leva su fretta, distrazione e fiducia: una falsa fattura, un messaggio che imita un fornitore, una telefonata in cui qualcuno chiede di “aggiornare” l’Iban. Con i bonifici istantanei, recuperare le somme è più difficile, perché l’accredito avviene quasi in tempo reale.
Per questo gli esperti bancari invitano a fermarsi davanti a ogni segnalazione, controllare i dati da un canale sicuro e, se necessario, chiamare direttamente il beneficiario. Meglio perdere un minuto che mandare denaro al conto sbagliato.